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Ventura: «Grazie ai tifosi. Noi non meritavamo»

Il tecnico del Torino: «Vincere non avrebbe risolto i problemi. Bisogna imparare a giocare con il brusio»

Ventura: «Grazie ai tifosi. Noi non meritavamo» © Foto Pegaso
TORINO, 1 settembre - Il mercato del Torino si è davvero chiuso soltanto al­le 20 e 12 minuti, ieri sera, al­lorquando la squadra granata è entrata sul prato dell’Olimpi­co per il riscaldamento. La Ma­ratona era ancora piuttosto vuota, lo stadio poco più, eppu­re un’ovazione tonante ha ac­colto il gruppo. Il primo della fila era Bianchi, il simbolo di questo Toro e, adesso, di questo mercato assieme a Ogbonna. I due gioielli rimasti per far brillare la squadra di Ventura. I due gioielli confermati da Cairo per provare finalmente a tornare in serie A e pure per togliere un po’ di rugginosa pa­tina dalla propria immagine. Davvero fragoroso il “Rolando alè” elevatosi dagli spalti. Bianchi ha risposto col saluto, come sempre spezzato a metà tra l’orgoglio e il pudore, tra la pelle d’oca sul petto in fuori e il rossore attorno allo stupore de­gli occhi. Stesso trattamento ri­servato al prodotto di casa, An­gelino, sul cui volto s’è allarga­to il contagioso sorriso. Applau­si incoraggianti per tutti i gio­catori, alla lettura delle forma­zioni, ma due autenticamente esplosive ovazioni ai nomi di Ogbonna e Bianchi hanno vieppiù ribadito che stavolta Cairo ha fatto la cosa giusta.

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Alessandro Baretti
COMMENTI
  • 02/09/2011 10:05:38
     
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