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L'appello di Ventura: «Datemi lo stadio pieno»

Il tecnico del Toro: «Stiamo costruendo un sogno, lavoriamo per creare gioia e vittorie»

L'appello di Ventura: «Datemi lo stadio pieno»© Foto Liverani
TORINO - «Lavoro per conquistare la promozione, lavoro perché la squadra abbia concrete prospettive anche in quella serie A che tutti sognano, lavoro per cambiare tutta una certa mentalità, lavoro pure per riempire lo stadio. Noi non siamo la Juve. Passo dopo passo dobbiamo tornare a essere il Toro e il Toro non può prescindere dalla sua gente. Dobbiamo capire i tifosi sempre più, sempre meglio. E dobbiamo dare loro ciò che vogliono. E’ molto semplice il mio ragionamento. Semplice e rispettoso. Qui c’era tutto un entusiasmo da ricostruire da zero. Al primo giorno di ritrovo alla Sisport, metà luglio, ci fu subito una mezza contestazione. Contro tutto e tutti o quasi. Anche contro i giocatori nuovi. Io i tifosi li ho capiti, arrivavano... arrivano da anni di delusione. Ma poi ho iniziato a ripetere, giorno dopo giorno, in pubblico come in privato: va bene, è stato tutto un disastro finora, comprendo la rabbia, le critiche, ma adesso riflettiamo, arrestiamo la caduta, cominciamo a ricostruire tutti assieme qualcosa, proviamo a ripartire, altrimenti non ci sarà mai salvezza, soluzione. Lo ricordate, spero, questo mio dire» . A memoria, per mestiere. Ma è entrato nelle orecchie anche della gente, fortificato dai progressi del Torino, dal dialogo, dal buon modo di proporsi dei giocatori agli allenamenti, dalle porte della Sisport quasi sempre aperte ai tifosi. Indubbiamente la benzina, come sempre, sono i risultati. Subito anestetizzata l’eliminazione in coppa Italia a Siena, sono arrivate 3 vittorie e un pareggio incidentale, il primo posto e ora, manco a dirlo, il testa a testa col Brescia, lunedì. « Avrei messo la firma se quel primo giorno di contestazione mi avessero detto che già alla quinta giornata avremmo affrontato uno scontro di vertice. La firma. Ma adesso dico: andiamo oltre. Non fermiamoci sul più bello. Non smettiamo mai di avere voglia, fame, sete. Le vittorie non stufano. Fanno classifica, ovvio. Ma in questa fase ancora tanto delicata permettono anche di crescere più in fretta. Aiutano a lavorare meglio. Più sereni. Consapevoli. Mi invitate a ragionare sul peso che avrà la nostra gente lunedì. Spero di vedere lo stadio pieno, un giorno vicino. Veramente pieno. Solo la gente ci può spingere oltre qualsiasi ostacolo. Ma siamo noi a dover faticare per saltare. Tocca a noi, innanzi tutto. Dobbiamo essere protagonisti, per poter meritarci un pubblico sempre protagonista. Comunque l’aria sta già cambiando».
 
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Marco Bonetto
COMMENTI
  • 17/09/2011 15:29:41
  • 15/09/2011 09:47:40
     
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