Cairo vota il Torino: «Un 7 tendente al... 10»
«Dico bravi a Ventura e ai giocatori Possono e devono arrivare al massimo dei voti E a gennaio, se serve, rinforzerò la squadra»
© M. DreostiBuon giorno, presidente. Il Toro ha perso la vetta della classifica ma ha guadagnato qualche convinzione in più, dopo la prestazione in crescendo col Brescia.
«Vero. Noto una squadra con una fisionomia già precisa, delineata, con la capacità di produrre gioco. Il che è importante. Buon possesso palla, manovre articolate, passaggi uno dopo l’altro come non si vedevano da alcuni anni... Vedo in embrione un gioco e una squadra, mi fa piacere. Ora serve più cattiveria. Per vincere gare come quella dell’altra sera».
Ventura per primo attende miglioramenti.
«I bresciani nel primo tempo correvano come dei matti ed erano anche ben disposti, qualche occasione da gol l’hanno creata. Però nella ripresa erano più stanchi, non hanno quasi tirato in porta, mentre noi siamo cresciuti, siamo usciti sempre più e meglio con un netto predominio territoriale. Mettendoli alle corde. E’ in quei precisi momenti che una grande squadra va fino in fondo, mandando al tappeto l’avversario. Il classico colpo del ko. Devi però avere un surplus di voglia e capacità. A tratti ci è mancato un tiro in porta in più. Mostriamo un altruismo fin eccessivo. Ma uno spirito nuovo c’è».
Non è una frase fatta?
«No. Vedo giocatori che lavorano l’uno per l’altro, che si aiutano, che stanno bene assieme. Più coesi e compatti del passato. Vedo gioco. Vedo la mano precisa del mister. Penso anche ai pochi gol presi. Il mio giudizio è positivo. E’ in attacco che dobbiamo crescere. Segnare di più, intendo. Tutta la fase offensiva, ovviamente. Peraltro Ventura ogni volta inserisce tutti gli attaccanti a disposizione... Ma quando parlavo di un altro spirito rispetto agli anni scorsi alludevo soprattutto all’unità e alla serenità dello spogliatoio. Un aspetto decisivo. Le mie frasi non esprimono un... un wishfull thinking. Non sono esortazioni, ma fotografie della realtà».
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