Tuttosport.com

commenti

Iori ai tifosi del Torino: «Non smettete di sognare»

Il centrocampista granata: «Il vostro orgoglio è grande. L’entusiasmo che trasmettete ci fa volare»

Iori ai tifosi del Torino: «Non smettete di sognare»© M. Dreosti
TORINO - Immune al turno­ver. Vaccinato alle rivoluzioni di Ventura, tecnico che parti­ta dopo partita cambia molto per non cambiare nulla. Le facce si alternano, il prodotto non cambia: il Torino convin­ce in campo e i risultati ne sono la più lampante confer­ma. Squadra imbattuta e prima in classifica. Da sola. Tre i punti di vantaggio sul Padova, quattro quelli che di­stanziano i granata da Bre­scia e Sassuolo. Ma la rota­zione di giocatori che è pecu­liarità di questo Toro non ri­guarda tutti. Tra Ascoli e la gara di mercoledì con il Gros­seto, tre sono gli elementi sempre entrati in campo dal 1’ e mai sostituiti da Ventu­ra. Il primo è Coppola. Scon­tato, comunque, che il portie­re rimanga sempre lo stesso. Il secondo è Ogbonna. Difen­sore entrato in un vorticoso giro di mercato dal quale, al­le 19 del 31 agosto, è però uscito con la maglia granata indosso. Purtroppo per il To­ro, Ogbonna mancherà tutta­via dalla gara di domani a Verona poiché impegnato con la Nazionale di Prandel­li. Il terzo è Iori, mediano da battaglia con piede da regi­sta. Giocatore che aveva già esibito evidenti qualità a Cit­tadella e Livorno in B, non­ché al Chievo in A, ma che a Torino sta dimostrando di aver conseguito la definitiva maturazione.

LE RADICI - «Ciò che sono adesso è frutto di anni tra­scorsi con il culto del lavoro. Per questo non mi piace si parli di esplosione. La consi­derazione che sto guada­gnando qui a Torino non è fi­glia del caso. Niente si im­provvisa o avviene per caso, i risultati ottenuti sono frutto del quotidiano impegno, del­la costante voglia di miglio­rarsi che li precede. E co­munque gli attuali compli­menti fanno piacere, ma a questi devo essere in un cer­to modo impermeabile. Se voglio ancora crescere e mi­gliorarmi devo solo pensare giorno per giorno, convincer­mi della possibilità di progre­dire passo dopo passo». Pen­siero veloce e piedi ben anco­rati a terra: ecco Manuel Io­ri, cuore della mediana con fegato da lottatore.

IL PRESENTE - Normale che uno così, convinto Ventura e guadagnata la considerazio­ne dei compagni fin dai tem­pi del ritiro estivo, sia ben presto riuscito ad appassio­nare i tifosi. I quali, partita dopo partita, stanno river­sando sempre più entusia­smo nei confronti di questo Toro. «Loro è giusto sognino, l’orgoglio crescente con cui ci seguono è trainante. Il di­scorso fatto per il sottoscritto deve però valere anche per la squadra. Il calore dello sta­dio è di grande aiuto, ma quando si vince, una volta usciti dallo spogliatoio, noi giocatori dobbiamo tornare a essere equilibrati. Pensare che la singola vittoria non conta. L’unico obiettivo che ha valore potrà essere cen­trato a fine campionato. Se ci esaltiamo adesso diventa du­ra: ve lo garantisco, se ci met­tiamo a pensare di avere un piede in serie A, alle prime difficoltà andremo nel pallo­ne. Adesso è normale che tut­to vada bene: non abbiamo ancora perso una partita. Quando capiterà, allora po­tremo pesare il nostro valore. Reagire immediatamente ai problemi, questo sì, dà l’idea della compattezza di un gruppo».

L’APPUNTAMENTO
- Un problema, meglio un ostaco­lo, uno scoglio, si presenta al­l’orizzonte della nave capita­nata da Ventura. «Me­glio essere davanti che a metà classifica ma sol­tanto per una questione psicologica - continua Io­ri -. Se devi recuperare ti alleni con l’assillo della vittoria, mentre in questo frangente possiamo lavorare con una certa serenità. Per il resto il primo posto, ora co­me ora, ha un valore relativo. La questione da affrontare adesso si chiama Verona. Giocare al Bentegodi è duris­sima. Ero nel Chievo, quindi ho vissuto in città e capito l’attaccamento che i tifosi hanno nei confronti dell’Hel­las. I problemi, comunque, non saranno solo di natura ambientale. Contro la Samp il Verona avrebbe meritato di vincere. Come tutte le squa­dre neopromosse anche quel­la gialloblù è caricata dai successi ottenuti nella passa­ta stagione. Per proseguire sulla strada intrapresa ser­virà una grande prestazione. Ci sarà da combattere, una volta di più». Occorrerà quel­lo stesso Torino che ha sapu­to soffrire, pazientare e poi colpire ad Ascoli come a Vi­cenza, a Genova contro la Sampdoria come mercoledì col Grosseto. Un Torino che in virtù della caparbietà ha saputo far lievitare a +9 la differenza di punti conqui­stati tra i risultati parziali del primo tempo e quelli fi­nali del secondo.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna di Tuttosport
Alessandro Baretti
COMMENTI
Scrivi un commento
Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


 


 
Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
 

Albinoleffe-Torino, il film della partita

Le immagini più belle della gara dei granata

Toro, grande festa per la Serie A

I granata conquistano la promozione con una giornata d'anticipo