Tuttosport.com

1 commenti

Ventura, nuovi record. Nessuno come il Toro

Pratali sicuro: «Lui e la società gli artefici del nostro riscatto»

Ventura, nuovi record. Nessuno come il Toro© M. Dreosti
TORINO - Giampiero Ventura è l’uomo dei record. L’ultimo lo ha scritto come allenatore del Torino. Da quando si assegna­no tre punti a vittoria (stagio­ne 1994-95), nessuna squadra aveva intrapreso una marcia così brillante dopo nove gior­nate di campionato. La tabella certifica lo straordinario ren­dimento del Toro di Ventura. Quel che tutti i tifosi non pos­sono sapere, oppure ricordare, è che il precedente primato di 22 punti apparteneva al Lecce della stagione 1996-97. Indo­vinate chi era l’allenatore dei salentini? Bravissimi, proprio lui: l’attuale conducator grana­ta. Curiosità: anche Walter Novellino, con il Venezia di Zamparini, nel campionato 1997-98, conquistò 22 punti nelle prime nove giornate. Lec­ce e Venezia andarono poi in A. A suggellare la capacità di Ventura nel partire subito col piede giusto ci sono poi altri esempi. Il tecnico genovese era al comando del campionato ca­detto anche nel 2002-2003 con il Cagliari (18 punti in 9 gior­nate) e nel 2007-2008 con il Pi­sa (21 punti): sardi e toscani, tuttavia, fallirono poi la pro­mozione in A, perdendo la se­mifinale dei playoff contro il Lecce.

QUEI PRECEDENTI - Nei campionati a 22 squadre, dal 2004-2005 a oggi, solo tre vol­te la capolista è salita in serie A direttamente: Empoli, Ge­noa e, lo scorso anno, Siena. Fallita viceversa l’ascesa per il Mantova, il Pisa, il Sassuolo e il Frosinone. Questo deve dun­que temperare, non stempera­re, l’entusiasmo popolare, sem­pre più contagioso tra i grana­ta. I meriti di Ventura vanno ben oltre la classifica, pur se questi risultati paiono consue­tudini nell’iniziale trend del tecnico: anche a Pisa sbalordì tutti con cinque vittorie conse­cutive in altrettante trasferte, sicché per migliorarsi dovrà condurre il Toro a ingranare pure la sesta, nella prossima trasferta a Gubbio. Ciò detto, per ritrovare un vantaggio al­trettanto consistente sulla ter­za in classifica, bisogna risali­re alla stagione 1996-97: allora il Lecce di Ventura era a +7 su Lucchese e Torino, attestate a 15. La sostanziale differenza è che in quel campionato non c’erano ancora i playoff, e per il format del campionato saliva­no le prime quattro in classifi­ca dopo la regular season.

ARIA NUOVA - L’avvento di Ventura è lo tsunami benefico che ha permesso al Torino di svoltare, lo testimoniano in presa diretta gli stessi calciato­ri granata. Anche quelli che di questa squadra sono compri­mari, come Pratali, e non pro­tagonisti assoluti: «Ventura è un allenatore moderno, ci sta facendo vedere il calcio in un modo diverso. Nella prepara­zione delle partite, poi, è ma­niacale: non trascura alcun dettaglio, anche sotto il profilo psicologico. Così chi va in cam­po è molto più sereno, perché sa benissimo ciò che deve fare. Oltre allo straordinario lavoro dello staff tecnico io vedo altri progressi. Sono al Toro dall’e­state del 2008, ne ho viste tan­te e purtroppo poco belle: cre­do che gli ultimi due anni e mezzo del Torino siano stati quelli più difficili dell’epoca moderna. Ebbene, adesso la società mi pare meglio strut­turata, tant’è che ci ha messo nelle condizioni di pensare so­lo a giocare. E i risultati si ve­dono ».

L’OMBRA DI OGBONNA - Giocare, già: il sogno di tutti, ma per quanto Ventura abbia sinora mirabilmente gestito le risorse a disposizione, più di 14 non può schierarne in partita. «Io con lui sono stato sincero, quando in estate mi chiese se sarei rimasto volentieri - rive­la Pratali -. Io gli dissi ciò che penso ancor oggi: preferisco fa­re dieci, quindici presenze nel Toro piuttosto che essere sem­pre titolare altrove. A giugno mi scadrà il contratto, e proba­bilmente dovrò andarmene da qui: ebbene, dopo tante, trop­pe delusioni, vorrei congedar­mi dopo una festa, con il Tori­no in serie A, con la gente che possa serbare un bel ricordo di me non solo dal punto di vista umano e professionale, ma an­che per un risultato sportivo importante. Se sapremo esse­re sempre così umili, andremo lontano: contano lo spirito e la voglia, la classifica manco la guardiamo. Adesso la differen­za è nella fase difensiva: i pri­mi terzini sono i nostri attac­canti, si fanno un mazzo be­stiale. Noi difendiamo in undi­ci, e se il giocattolo gira anche il singolo può fare bella figura. Oggi un talento come Cofie, che è un gran giocatore, ver­rebbe esaltato dal collettivo: invece l’anno scorso lo abbia­mo perso. Io sono soddisfatto di ciò che ho: certo non sono stato molto fortunato, nel gio­co delle coppie m’è toccato Og­bonna, uno che in B ci sta per caso, un Nazionale. Ho già stu­diato il calendario, l’Italia gio­ca di nuovo a novembre: anche a me auguro un’altra convoca­zione di Angelo in azzurro. So­no mesi importanti, pure a li­vello personale. All’inizio di di­cembre nascerà Lorenzo, il mio primo figlio. La butto lì a Cairo: presidente, se il mi’ fi­gliolo nascesse il 3 dicembre, nel compleanno del Toro, e se a giugno tutto andasse bene, non pensa che anche io potrei sperare in un rinnovo del con­tratto? ».

Piero Venera
COMMENTI
  • oplapla11/10/2011 12:43:47
    se vado a vedere il calendario della serie B 2006/2007 si vede che la Juve ha fatto 1 pareggio e 8 vittorie, cioè 25 punti.....giusto per la cronaca (nel conteggio non si deve tenere conto dei 9 punti di penalita')
     
    Scrivi un commento
    Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


     


     
    Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
     

    Albinoleffe-Torino, il film della partita

    Le immagini più belle della gara dei granata

    Toro, grande festa per la Serie A

    I granata conquistano la promozione con una giornata d'anticipo