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Toro, i piani del Comune: a Cairo il “pacchetto stadi”

Sarà offerto al patron anche il business dei parcheggi per dare l’Olimpico al Toro e ricostruire il Filadelfia

Toro, i piani del Comune: a Cairo il “pacchetto stadi” 
TORINO - Lo chiamano il pac­chetto per Cairo. Nelle inten­zioni non dovrebbe essere una fregatura. Per la precisione, Fassino accarezza l’idea del pacchetto integrato. Un insie­me coordinato di programmi destinati alla risoluzione di problemi diversi: ma il vocabo­lario soccorre solo fin qui. Il re­sto, che nei fatti è tutto, coinci­de con il contenuto. Starà al sindaco riempire la cesta di of­ferte «per rendere l’Olimpico accattivante» (sindaco dixit, su Tuttosport di ieri). Fassino e Cairo dovrebbero incontrarsi nella prossima settimana. Lo schema di partenza sarà dise­gnato dal primo cittadino. Verrà calata la prima carta: in­tenzione del Comune è da­re in gestione al Torino lo stadio Olimpico con allegato il Fila­delfia (nuovo cen­tro sportivo per gli allenamen­ti). La proposta del sindaco prevede di in­serire le due aree in un’uni­ca trattativa volta a «garanti­re al club granata condizioni sosteni­bili, ad hoc. Cioè che non lo penalizzino». In ballo, di conseguenza, non solo le aree commerciali già og­getto di delibere (10 mila metri quadrati all’Olimpico e 4 mila al Fila), finora giudicate insuf­ficienti per originare un equili­brio tra costi e introiti. E co­munque non rispondenti al principio di pari trattamento con la Juventus: principio in­vocato da anni dai tifosi grana­ta, da Cairo stesso e da una ge­nerale e assolutamente condi­visibile esigenza di giustizia. Non stupisce, allora, che il sin­daco e l’assessore allo Sport Gallo stiano già pensando an­che a soluzioni non alternative, ma aggiuntive, accendendo i riflettori sul corridoio urbani­stico che corre dall’Olimpico al Filadelfia. Come, ad esempio, l’area delle ex Dogane, appun­to dietro al Fila. Un primo bu­siness (ma anche un problemo­ne da risolvere) sono i parcheg­gi. La possibilità di far fruttare non meno di 500 parcheggi sot­terranei alle Dogane sarà una delle prime proposte che la Città potrà fare a Cairo. Li rea­lizzerebbe e li gestirebbe in esclusiva il Torino: una parte finirebbe in vendita, un’altra parte in affitto. Chiaramente non può essere solo questa pro­posta a produrre per miracolo l’agognato equilibrio. Ma vale l’esempio per rendere lo spiri­to costruttivo con cui Fassino intende risolvere il problema stadi. Nelle loro chiacchierate il sindaco e Gallo si sono già ri­petuti una formuletta miste­riosa. Il quesito dei quesiti: «Ma esattamente cosa vuole fare Cairo?». Lo sottolineano senza polemica. Al contrario sono rimasti fin sorpresi dal fatto che di recente il patron granata si sia offerto di pagare un conto: la consulenza giuridi­ca dell’Università sul bando che sta per essere varato per il Fila (il concorso di idee).

GRAVI COLPE - L’Olimpico, ristrutturato nel 2006, resta uno stadio sbagliato per le esi­genze del calcio moderno. Men­tre il Filadelfia fu sciagurata­mente demolito 14 anni fa e abbandonato dopo vergognose speculazioni edilizie e commer­ciali. In entrambi i casi le re­sponsabilità non sono di Cai­ro. L’ex sindaco Chiamparino si disse comunque scottato dal patron: da suo ondivagismo su­gli stadi, “faccio-non faccio”. Fassino e Gallo vogliono azze­rare il passato: i messaggi sono improntati alla «massima di­sponibilità ». E’ da capire come potranno e vorranno arricchire il pacchetto integrato. A Cairo, per cominciare, chiederanno di condividere alcuni punti di partenza (le sue volontà, le sue esigenze) per restringere il ventaglio di ipotesi e comincia­re una trattativa. In Comune, a priori, non si esclude nemme­no la possibilità che Cairo vo­glia ristrutturare radicalmen­te lo stadio per migliorarne la funzionalità e le possibilità di business: «Sta a lui», ripete il sindaco. Il tutto con il coinvol­gimento della Fondazione Fi­ladelfia. Le spese di gestione annuale dell’Olimpico ballano sui 750 mila euro. Fassino vuo­le interrompere la strada del-l­’affitto annuale. A Cairo può fare gola mettere le mani sul­l’impianto e su un business al­l’altezza delle necessità: creare patrimonio per il Torino signi­fica costruire il futuro e arric­chire il valore e i conti del club. L’appoggio di società specializ­zate nel realizzare e far frutta­re l’edilizia sportiva è un’opzio­ne. Basta volerlo. Vale per Cai­ro, ma sta alla Giunta garanti­re nuove condizioni. Non solo sostenibili. Realmente accatti­vanti. Cairo sa bene far di con­to: quando entrerà in Munici­pio, dovrà poter sentire le mo­nete tintinnare. Esattamente come quando ci entrava Gi­raudo. E poi Blanc.
Marco Bonetto
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