Petrachi: «Il Toro resta così. Non partirà nessuno»
Il ds granata: «Non abbiamo intenzione né paura di stravolgere la squadra a gennaio: anche Ogbonna vuole rimanere con noi»
© Foto LiveraniSenza superficialità, bisogna dirlo: se Cairo è stato bravo a non cedere Ogbonna ad agosto, a gennaio dovrà essere bravissimo.
«Non abbiamo né la paura, né l’intenzione di stravolgere la squadra a gennaio: questi siamo e questi resteremo. E poi anche Ogbonna ha già annunciato di non aver alcuna intenzione di scendere dal Toro in corsa: quindi sino a giugno sarà sicuramente con noi».
E poi?
«E poi vedremo. Un passo alla volta».
A Bianchi, in modo diretto o con giri di parole, è sempre stato imputato di segnare gol inutili per il Toro. E’ la stagione della svolta?
«E’ quel che tutti vogliamo: Rolando in primis. Se quest’anno segnerà solo 18 gol, ma la squadra andrà in A, il primo a essere felice sarà proprio lui».
Lo disse già Ventura a Sappada, a luglio.
«Vero: questa fu una delle primissime lezioni dell’allenatore alla squadra. Quel che conta è l’interesse generale, non il bene particolare. Del resto, questo si riverbera nel credo calcistico del nostro allenatore: si gioca l’uno con l’altro, l’uno per l’altro».
A lei non piace, ma parliamo ancora di individualità. Questo Iori è insostituibile...
«Per noi non è una sorpresa, difatti era una primissima scelta nell’elenco dei quattro centrocampisti che volevamo prendere. Oggi, e giustamente, si celebra Iori. Tra poco si riparlerà di Vives, e molto presto torneremo ad apprezzare pure De Feudis».
Non faccia il democristiano...
«Macché democristiano, è la verità e ve lo dimostro, in questo Toro sono tutti protagonisti. Prendete Suciu: dopo sei tribune consecutive, Ventura lo ha schierato tra i titolari a Marassi e lui ha subito lasciato il segno».
Anche Basha sta profittando della fiducia che giustamente l’allenatore gli concede. E questa è anche una vittoria di Petrachi: lei si è molto prodigato per portare il mediano al Toro.
«L’avrei voluto già un anno fa, lo conosco molto bene, anche sotto il profilo caratteriale. Sono contento per lui, ma l’orgoglio più grande di un ds è che tutti siano molto utili alla causa ».
Leggi l'intervista completa nell'edizione odierna di Tuttosport



COMMENTI