Toro, Stevanovic: «Ventura è come Mourinho»
«Dall’anno scorso ho imparato molto, adesso mi gestisco meglio anche nell’alimentazione. Non sono una testa di cavolo né un arrogante»
© LaPressePassata la stanchezza?
«Sei partite in tre settimane non le avevo mai giocate in tutta la mia carriera, e poi il giorno prima di partire per Verona ho preso una botta alla coscia. L’allenatore così mi ha dato un turno di stop: mi ha fatto bene, ed è stata una decisione giusta perché un giocatore a mezzo servizio non serve a niente».
Stevanovic sta diventando pure saggio, oltreché bravo?
«Sto crescendo, anche se resto un ragazzo di vent’anni. L’anno scorso, però, ho capito tante cose».
Ha voglia di parlarne?
«Quell’esperienza mi è servita molto. Non solo come calciatore. L’anno scorso ero solo, vivevo vicino alla Sisport, ero isolato. Nelle difficoltà non ho trovato nessuno che potesse aiutarmi, mi sono un po’ perso. Adesso invece vivo in centro, pranzo e ceno con i miei compagni di squadra, quelli single come me, e quindi sono anche più attento all’alimentazione. Vivo e penso da atleta: sono grosso fisicamente, ho un corpo pesante, devo trattarlo bene ».
Leggi l'intervista completa sull'edizione odierna di Tuttosport



COMMENTI