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Ventura: Sempre contati ma continuiamo a resistere...

Il tecnico del Toro: «Tante assenze pure a Padova. Con la vittoria il Toro si è seduto al tavolo da poker, nelle prossime due gare scopriremo le carte»

Ventura: Sempre contati ma continuiamo a resistere...© M. Dreosti
TORINO - Lo spettacolo in campo, diciamo la verità, non è stato dei più esaltanti. Ma ci hanno pensato Ventura e Novellino , i due sempreverdi della panchina, a infuocare lo show: prima durante la partita, nel match con il quarto uomo che è valso l’espulsione a entrambi, poi l’irresistibile epilogo, stavolta decisamente scherzoso, è andato in scena in mixed zone . Parte Novellino verso il collega, a voce alta ma con un sorriso grande così: «Oh, adesso mi puoi salutare, eh?». Ventura sta al gioco, da mattatore: «Ma se mi hai fatto cacciare!». Monzon, sempre più scatenato: «Io? Ma hai fatto tutto tu!». Lo spassoso siparietto va avanti, fino agli abbracci, le pacche sulle spalle e l’in bocca al lupo reciproco: «Saremo anche vecchietti, ma siamo sempre i migliori», è la degna conclusione di Novellino, in un bel momento di distensione a stemperare le frizioni di una partita non bella, ma vibrante. Ventura scherza, ma il suo allontanamento non gli va certo giù: «Ho 900 presenze in panchina tra i professionisti, mi reputo uno degli allenatori più tranquilli e rispettosi nei confronti degli arbitri. Mi sono solo permesso di alzare il dito e di sottolineare come un giocatore del Livorno, Dionisi , non fosse stato colpito: non volevo perdere qualche altro elemento per una simulazione, già siamo in emergenza sparata. Sono uscito dall’area tecnica e mi hanno cacciato, però non è un problema: le questioni importanti sono altre. Rischio una squalifica? Ma dai, non ho fatto nulla: sarebbe un’ingiustizia».

«LE ASSENZE? MEGLIO...»
- Le questioni importanti di cui parla l’allenatore granata riguardano il percorso di una squadra che non brilla, ma vince, che è anche fortunata però, intanto, allunga ulteriormente in classifica, aspettando il Pescara. «Non parlatemi di fortuna, a Padova andremo contati. Meglio: nelle difficoltà più estreme la verifica sarà ancora più probante. In mediana toccherà a De Feudis , che ha una voglia matta di giocare: per il suo esordio dal primo minuto abbiamo scelto la partita più facile... Battute a parte, nessuno vuole lamentarsi, ma facciamo un esempio: in linea teorica il nostro attacco ad agosto doveva essere Surraco , Bianchi , Antenucci , Guberti . Contro il Livorno ne avevo uno solo di questi, alla prossima avremo tanti squalificati, almeno torna Bianchi. Però, nonostante l’emergenza, resistiamo. E se mi chiedete se il Toro ieri mi è piaciuto, vi dico: sì. Quel gol di Parisi mi fa classificare il match tra le partite buone: quando segni, disputi sempre un’ottima gara... Contava fare risultato. E secondo me abbiamo disputato un signor primo tempo: il Livorno era ben messo in campo e attento nelle chiusure, però appena provava ad aggredire noi creavamo sempre qualcosa e cercavamo la soluzione giusta. Nel secondo tempo, dopo essere passati in vantaggio, mi hanno detto, dato che non ho visto perché non sono andato in tribuna, che abbiamo avuto un paio di contropiede pericolosi però non sfruttati al meglio. Del resto, loro non hanno fatto tiri in porta: qualcosa vorrà pur dire».

«VIVES? BENE»
- Ventura, alla vigilia, aveva descritto lo scoglio Livorno come il primo, vero crocevia della stagione. Arrivati i tre punti tanto agognati, il tecnico genovese spiega così l’importanza strategica di questo successo: «Io avevo sottolineato che siamo di fronte a un bivio: il Livorno era la prima di un trittico di sfide che determinerà il nostro immediato futuro. Se a Padova e contro il Pescara raccoglieremo qualcosa, allora potremo dire che i punti conquistati prima sono stati molto importanti e il nostro campionato è già cominciato da un po’. In caso contrario, cominceremo da quel momento la nostra stagione. E’ come una partita di poker: aver sconfitto il Livorno ci consente di sederci al tavolo verde e giocarci due mani fondamentali». La scelta di cominciare con Vives , nonostante in formazione fosse inserito Sgrigna fino a venti minuti dal calcio d’inizio, è una chiara mossa tattica: «Sgrigna non era al meglio e poi Vives ci consentiva di adeguarci al sistema di gioco del Livorno. Il centrocampista ha disputato un ottimo primo tempo: sono contento, era la verifica che mi attendevo. Peccato per le squalifiche, ma a Padova avremo un’altra occasione per dimostrare la solidità e la coesione di questo gruppo del quale vado orgoglioso».
Stefano Lanzo
COMMENTI
  • inserito da iPhone franco28/11/2011 12:43:16
    Perché non fa giocare gasbarroni sulla fascia sinistra visto che manca guberti , e il suo ruolo , così ne recupera un'altro buono
     
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