Ventura: Sempre contati ma continuiamo a resistere...
Il tecnico del Toro: «Tante assenze pure a Padova. Con la vittoria il Toro si è seduto al tavolo da poker, nelle prossime due gare scopriremo le carte»
© M. Dreosti«LE ASSENZE? MEGLIO...» - Le questioni importanti di cui parla l’allenatore granata riguardano il percorso di una squadra che non brilla, ma vince, che è anche fortunata però, intanto, allunga ulteriormente in classifica, aspettando il Pescara. «Non parlatemi di fortuna, a Padova andremo contati. Meglio: nelle difficoltà più estreme la verifica sarà ancora più probante. In mediana toccherà a De Feudis , che ha una voglia matta di giocare: per il suo esordio dal primo minuto abbiamo scelto la partita più facile... Battute a parte, nessuno vuole lamentarsi, ma facciamo un esempio: in linea teorica il nostro attacco ad agosto doveva essere Surraco , Bianchi , Antenucci , Guberti . Contro il Livorno ne avevo uno solo di questi, alla prossima avremo tanti squalificati, almeno torna Bianchi. Però, nonostante l’emergenza, resistiamo. E se mi chiedete se il Toro ieri mi è piaciuto, vi dico: sì. Quel gol di Parisi mi fa classificare il match tra le partite buone: quando segni, disputi sempre un’ottima gara... Contava fare risultato. E secondo me abbiamo disputato un signor primo tempo: il Livorno era ben messo in campo e attento nelle chiusure, però appena provava ad aggredire noi creavamo sempre qualcosa e cercavamo la soluzione giusta. Nel secondo tempo, dopo essere passati in vantaggio, mi hanno detto, dato che non ho visto perché non sono andato in tribuna, che abbiamo avuto un paio di contropiede pericolosi però non sfruttati al meglio. Del resto, loro non hanno fatto tiri in porta: qualcosa vorrà pur dire».
«VIVES? BENE» - Ventura, alla vigilia, aveva descritto lo scoglio Livorno come il primo, vero crocevia della stagione. Arrivati i tre punti tanto agognati, il tecnico genovese spiega così l’importanza strategica di questo successo: «Io avevo sottolineato che siamo di fronte a un bivio: il Livorno era la prima di un trittico di sfide che determinerà il nostro immediato futuro. Se a Padova e contro il Pescara raccoglieremo qualcosa, allora potremo dire che i punti conquistati prima sono stati molto importanti e il nostro campionato è già cominciato da un po’. In caso contrario, cominceremo da quel momento la nostra stagione. E’ come una partita di poker: aver sconfitto il Livorno ci consente di sederci al tavolo verde e giocarci due mani fondamentali». La scelta di cominciare con Vives , nonostante in formazione fosse inserito Sgrigna fino a venti minuti dal calcio d’inizio, è una chiara mossa tattica: «Sgrigna non era al meglio e poi Vives ci consentiva di adeguarci al sistema di gioco del Livorno. Il centrocampista ha disputato un ottimo primo tempo: sono contento, era la verifica che mi attendevo. Peccato per le squalifiche, ma a Padova avremo un’altra occasione per dimostrare la solidità e la coesione di questo gruppo del quale vado orgoglioso».



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