Bianchi: «Toro, al 2012 chiedo subito un gol»
L'attaccante: «E’ la mia vita: quando non segno mi sento male»
© M. Dreosti«Speriamo che porti fortuna anche a noi. Siamo qui per questo: ricaricare le pile e raggiungere l’obiettivo. Non è la Champions, ma per il Toro è ugualmente importante».
Malta è un feudo juventino e i tifosi locali sperano nella vostra promozione perché li considerano sei punti sicuri nel prossimo campionato.
«Ah sì? Anche a noi manca molto il derby e speriamo pure di vincerlo. Una cosa per volta, però: ora bisogna riportare il Toro dove merita di stare».
Siete campioni d’inverno: e il girone d’andata non è ancora finito. Chi ben comincia è già a metà dell’opera?
«Stiamo diventando squadra, la crescita è costante. Impariamo e assimiliamo sempre cose nuove, il gruppo ha valori importanti anche moralmente, e difatti 41 punti non sono il frutto del caso, ma di un duro lavoro. Però, come si dice da me a Bergamo, “l’è a mo’ longa”. E’ ancora lunga la strada che porta alla promozione».
Chi deve temere maggiormente, il Toro?
«Il Sassuolo è forte, il Verona sta facendo bene. Sono quelle, la classifica è veritiera. Dopodiché la Sampdoria nel ritorno uscirà da questa situazione particolare. Una società con quella storia non può stare lì».
Il Toro ha finalmente trovato questa alchimia?
«Presto per dirlo. Il meccanismo pare avviato, ma ci manca tutto il girone di ritorno».
Nel Toro lei ha mangiato pane e polvere. Che effetto fa respirare quest’aria finissima, lassù in vetta?
«Bell’effetto, ma non mi dà alla testa. Venendo dagli anni passati, ho imparato che è meglio tenere i piedi per terra: si fa in fretta a salire, ma ancora di più a scendere. Dovremo restare concentrati come negli ultimi 5 mesi del 2011».
E’ il momento più bello di Bianchi al Toro?
«Non rinnego nulla di questa esperienza, nel bene o nel male tutto mi ha aiutato a crescere. Ora siamo primi, ma anche la rimonta con Colantuono fu esaltante: quella promozione sì che sarebbe stata un miracolo, avevamo giocatori di buon livello ma non così forti».
Il momento più brutto?
«E’ stato alla fine di maggio, nel vedere i nostri tifosi infuriati perché non eravamo nemmeno andati ai playoff. Mi ha toccato molto, ma quando si cade bisogna rialzarsi».
Cosa chiede al 2012?
«All’anno nuovo chiedo di ritrovare subito il gol: è la mia vita. Quando non segno sto male, segnare vuol dire tanto per me. Però sono molto sereno, so che arriverà: le occasioni le ho avute, sono stato solo sfortunato. Per la squadra chiedo la serie A: la vogliamo e la meritiamo».



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