Cairo: «Sogno la festa A e un vivaio super»
Parla il presidente granata: «Ventura mi ha chiesto di stare attento a chi prendere. La priorità è mantenere l’armonia dello spogliatoio»
© M. DreostiDal sensazionale all’essenziale, il passo è breve: un aggettivo per il 2011?
«Altalenante, direi. Abbiamo visto il bello del primo posto e il brutto di non raggiungere i playoff nella scorsa stagione».
A chi dà l’Oscar dell’anno?
«E’ un mezzo Oscar, un Oscarino, e lo do alla squadra tutta. Da Ventura al giocatore meno utilizzato. Stanno facendo vedere coesione, unione, compattezza: caratteristiche importanti se sei una squadra di calcio».
Per Cairo il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
«Per me è pieno, ma è giusto che sia solo mezzo pieno perché siamo a metà del percorso. Anche la piazza denota molta positività. Non siamo mai scesi al di sotto delle 15 mila presenze all’Olimpico, c’è tanta voglia di Toro».
Andrà corroborata e sostenuta con un calciomercato all’altezza. Com’è andato il summit con Ventura?
«Ho parlato a lungo con lui, assieme a Petrachi e Comi. E Ventura mi ha detto: presidente, so di avere una squadra molto ricca di elementi e completa in ogni reparto. Io non voglio avere giocatori a tutti i costi, noi dobbiamo fare le cose bene: abbiamo anche Guberti e Darmian in recupero. Non voglio che si facciano acquisti o inserimenti per averne uno in più che arricchisce un reparto già folto».
Però lui a noi ha detto: “Se arrivano giocatori, Il tecnico sa di avere una rosa completa già così: comunque siamo d’accordo sul fatto di scegliere gli obiettivi con lungimiranzaper il bene del Toro l’importante è che siano più forti di quelli che abbiamo”. Non ha chiuso il mercato...
«No, difatti anche a me lo ha ribadito. Benissimo fare scelte in ottica futura, però lui ora vuole mantenere inalterati gli equilibri dello spogliatoio. Con me l’ha proprio rimarcato: stiamo attenti prima di fare qualsiasi mossa».
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