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TORINO - Alessio Cerci ha rotto con la Fiorentina ed è a tutti evidente che non possa restare nel club dei Della Valle, alla luce delle polemiche che lo hanno travolto nei giorni scorsi e dopo l’iraconda protesta dei tifosi viola. Alessio Cerci è il sogno inconfessabile - ma non inconfessato - del Torino: Venturalo ha allenato - esaltandolo ed esaltandosi - nel Pisa in serie B, nella stagione che forse resta la migliore tra quelle sinora disputate dall’esterno romano. Non è un mistero che il tecnico granata lo abbia indicato a Cairocome un rinforzo di extra lusso, anche con una visione lungimirante, pensando già alla costruzione del Toro del futuro. Risulta anche che il presidente si sia speso in prima persona, nel sondaggio effettuato durante la sosta natalizia con la Fiorentina. Senonché la risposta dei viola era risultata
tranchant , non aveva dato adito a speranze. Ora gli scenari si sono capovolti, è la Fiorentina in primis che spinge per trovare una nuova collocazione al bizzoso giocatore (pure oltremodo penalizzato dagli autogol mediatici della fidanzata, con le sue improvvide dichiarazioni su
Facebook a proposito della stessa Fiorentina, del tecnico Delio Rossie - per non farsi mancare nulla - pure contro i tifosi viola). Senonché, per il Toro, Cerci era e resta un sogno. Un’operazione ad altissimo coefficiente di difficoltà, per costi e ambizioni del giocatore: oggi il Toro gioca in serie B, e per un ragazzo che in estate è stato trattato lungamente dal Manchester City e ora potrebbe andare a Barcellona, sponda Espanyol, accettare un declassamento in cadetteria può essere un ostacolo insormontabile.
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