Ventura: Toro, manca poco. Ora in campo senza stress
Il tecnico granata: «Dopo la partita col Vicenza posso dirlo: è tornata la libidine»
© Foto Liverani«Finalmente posso dirlo: è tornata un po’ di libidine. Tenuto conto delle condizioni del campo penso che la prestazione sia stata più che buona. Abbiamo creato ancora più che a Cittadella, e averlo fatto sul ghiaccio e motivo di soddisfazione».
Ancora una volta, però, sotto porta si è sperperato l’inverosimile. Quanto c’è da aspettare prima di vedere la giusta cattiveria da parte dei suoi
«Se contro il Vicenza avessimo segnato il secondo gol avremmo potuto giocare con serenità, ci saremmo potuti divertire ancora di più. Capitalizzare in gol ogni occasione creata sarebbe il massimo ma so anche che non è possibile. Finché costruiamo tanto mi va comunque bene. Soprattutto finché alle nostre dieci palle gol ne corrisponde una degli avversari. Il Vicenza ha calciato una volta verso Benussi. Con Pinardi e per di più nemmeno nello specchio ma sopra la traversa. Per quanto ci riguarda, a forza di produrre occasioni riusciremo anche a buttarla dentro con continuità».
A proposito di attaccanti: la vicenda Bianchi quanto può minare gli equilibri dello spogliatoio?
«Perché dovrebbe, il mercato è finito è Bianchi è ancora un nostro giocatore. La mattina dell’ultimo giorno di trattative io stesso gli ho chiesto che cosa avrebbe fatto, lui mi ha risposto che sarebbe rimasto a Torino».
Così è stato, ma a poche ore dalla fine delle trattative c’era l’accordo tra il Torino e il Catania e tra la società etnea e il giocatore. Non pensa sia forte il rischio che la situazione porti con sé strascichi pericolosi?
«Ma nella situazione di Bianchi ci sono tanti altri giocatori. Nel mercato è normale che una società presenti un’offerta e che quest’ultima possa venire rifiutata in base a varie valutazioni. A Bianchi prima della gara ho detto soltanto una cosa: non so se farai gol, ma se dovesse succedere vieni a salutarci perché è un po’ che aspettiamo una tua rete. Rolando ha fatto gol importanti a inizio stagione, quindi ha attraversato un momento di difficoltà. Proprio per togliergli un po’ di pressione, nel tentativo cioè di levargli un po’ di responsabilità, ho deciso di riservargli qualche panchina».
Il concetto di crescita di squadra a che punto è?
«Ci siamo quasi e contro il Vicenza si è aggiunto un tassello. Questo Torino ha dimostrato di essere più forte delle pressioni, del mercato, della classifica. E’ da un po’ di tempo che vedo i miei giocatori scendere in campo senza stress. Adesso giochiamo a calcio, col gusto di farlo e con la consapevolezza acquisita dopo mesi di lavoro. In questa fase cerco proprio questo tipo di risposte: dal punto di vista psicologico dobbiamo ancora crescere, voglio un salto di qualità».
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