Superga, il Toro riscopre il passato e pensa alla A
Il bel sole ha favorito l’ascesa al colle nel giorno del sessantatreesimo anniversario dei disastro aereo che cancellò il Grande Torino
© LaPresseMESSA - Nella messa don Aldo Rabino, lo storico cappellano granata, ha dedicato parte dell’omelia a tematiche sportive invitando Cairo a dare di più per diventare il grande presidente che ricostruisce il Filadelfia, criticando le aberrazioni del calcio attuale tra «discutibili sentenze delle giustizia sportiva», incomprensibili arbitraggi ma anche «del tutto ingiustificabili violenze fisiche e verbali». Don Rabino ha voluto ricordare Franco Comminelli, l’ex patron morto di recente, che portò il Toro al fallimento nel 2005, ma il “don” l’ha ricordato con affetto e pietà umana: quel fallimento era stato «premeditato» e lui «vittima di un sistema, il sistema della menzogna». Belle le parole dedicate ai giocatori granata: «Su questo colle è stato versato del sangue granata, raccogliete la carica che potete sentire qui e indossate con onore la maglia granata. Oggi avete la possibilità di capire meglio cos’è il Torino visto che per molti di voi questa è la prima stagione».
BIANCHI - Tra i più osannati, sognando la vittoria col Padova, capitan Rolando Bianchi, a cui i tifosi hanno gridato di restare al Toro. Da capitano è toccato a Rolando leggere l’elenco dei nomi dei morti del 4 maggio 1949. Ventura ha elogiato l’omelia del prete granata: «Io sto con don Aldo: chi non vive momenti come questi fa fatica a capire cosa significa Superga e il Toro. Credo che tutti i giocatori e noi abbiamo capito cosa sia la maglia granata».



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