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Sannino consiglia: «Ebagua è "un animale" da Torino!»

Sannino consiglia: «Ebagua è "un animale" da Torino!»
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© LaPresse
 
L'ex tecnico del Varese: «Se va da Ventura sono felice: è tifoso granata»
TORINO, 12 giugno - Giuseppe Sannino, chiudiamo il capitolo Vare­se: si rimprovera qualcosa per la semifinale playoff persa contro il Padova?
«Nella partita d’andata, consi­derato il peso delle tre punte schierate da Dal Canto (De Paula, El Shaarawy e Ardema­gni, ndr), ho deciso di abbassa­re di 15 metri il baricentro del­la squadra e ritengo che la mossa fosse giusta, però devo dire che al momento di riparti­re non ci siamo mossi al me­glio. Nel 3-3 del ritorno il mio Varese ha invece disputato una tra le migliori partite del­l’intera stagione. Mi è spiaciu­to per i tifosi, abbiamo sfiorato il Paradiso senza entrarci. Però penso che nessuno debba ave­re qualcosa da rimproverarsi».

Si affaccia alla serie A, per la prima volta nonostante ab­bia 54 anni. Si sarà chiesto il perché.
«Mi sono fatto qualche doman­da, peraltro senza trovare al­cuna risposta, soltanto dopo aver vinto il campionato con il Pergocrema in C2. Pensavo sa­rebbe arrivata qualche buona opportunità e invece mi sono ritrovato ancora in Seconda Divisione. Per fortuna a Vare­se, dove in tre stagioni siamo arrivati ai playoff di B. In defi­nitiva è meglio non farsi trop­pe domande ma concentrarsi sul lavoro. Le risposte sono ar­rivate dal campo. Grazie a un gruppo di ragazzi che mi ha se­guito con dedizione è arrivata anche la mia occasione: la de­dico a chi mi vuole bene, ai miei figli Sara e Simone, a Matteo, che ha 2 anni ed è il mio nipotino».

Di quanti ritocchi ha biso­gno il Siena per affrontare con una certa tranquillità il campionato di A?
«Mi fido di Mezzaroma e Peri­netti. Non conoscevo il diretto­re, pensavo che, frequentando da tempo la A, mettesse, per così dire, in soggezione. Al con­trario mi ha trasmesso da sù­bito grande serenità. E poi, lo sapete meglio di me, conosce i giocatori, è competente, sa do­ve intervenire sul mercato».

Da una punta a un’altra: il Toro è sulle tracce di Eba­gua, che lei ha allenato fino a pochi giorni fa.
«Ho avuto la fortuna di avere una coppia di attaccanti, Eba­gua e Neto Pereira, che si sono integrati bene. Se davvero Ebagua dovesse approdare in granata sarei contento per lui. E’ un tifoso del Torino e un gio­catore adatto all’ambiente. Dal punto di vista tecnico può e de­ve migliorare, però è uno di temperamento, si sacrifica, è un lottatore nato, insomma. E’ uno che gioca come fosse in battaglia. Tanto che in campio­nato s’è beccato più di una gior­nata di squalifica...».

La sua opinione sulla falli­mentare stagione del Tori­no. Al quale, con il Varese, ha soffiato sei punti in due partite.
«C’è poco da fare, per stare a Torino devi avere tanta perso­nalità. Soprattutto in serie B dove la sconfitta è mal digeri­ta, visto che in B i granata manco dovrebbero starci. Sì, l’i­dea che mi sono fatto è che a Torino devi essere bravo a ge­stire i ko».

Alessandro Baretti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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