Comi: «Toro, granatizzati! Mi ispiro a Luciano Moggi»
Il nuovo dg del club piemontese fa la sua ricetta per il rilancio: «Ritroviamo i nostri valori». E Cairo stila l'agenda del dg in 5 punti: «Il Fila è al primo posto». Le altre priorità: «Rete di osservatori, club affiliati, sede all'Olimpico entro fine anno, sala di scouting dei tornei esteri alla Sisport»
© M. Dreosti«VIA IL CONTAINER» - «Assieme ad Antonio (Comi, ndr), abbiamo stilato la lista delle priorità - ha spiegato Cairo -. La prima è il Filadelfia, senza dubbio. La seconda è una rete di osservatori che ci permetta di monitorare ogni campionato. Ci mancherebbe che non conoscessimo la serie A, quindi mi riferisco alla B, alla Lega Pro, ai tornei giovanili e a qualche campionato estero dove poter realizzare colpi interessanti: la B francese e il campionato slovacco, ad esempio. Anche in Sud America e in Africa ci sono possibilità di investimento, anche se per i problemi legati agli extracomunitari e più facile operare con i sudamericani, che spesso hanno legami di parentela con l’Europa. E ancora Comi dovrà spendere tempo ed energie per affiliare al Torino una serie di società. In un primo momento in Piemonte, quindi allargando il campo a tutta Italia. In quarto luogo sposteremo la sede all’Olimpico. Quando? Non sono in grado di fornire una data precisa ma per la fine dell’anno dovremmo essere in grado di inaugurarla». Manca un punto, sostanzialmente meno rilevante di altri ma simbolicamente centrale: «Sì, è arrivato il momento di far sparire il contaneir per le interviste. Abbiamo individuato nella "casetta" d’ingresso alla Sisport il luogo ideale, non solo per l’attività stampa ma anche per creare una stanza che possa essere messa a disposizione degli osservatori. Attrezzata con computer e televisori per monitorare tutti i campionati di cui si parlava in precedenza».
«BENEDETTI...» - Di sicuro il ruolo assunto da Comi pesa nella nuova politica cairota, tuttavia il patron ammette pure che sia i media sia l’opinione pubblica stanno giocando un ruolo centrale: «Arriva un momento nel quale capisci che le critiche, purché costruttive, mosse perché le cose migliorino, vanno accolte. Ho capito anche che il Torino deve avere una serie di figure che non possono cambiare ogni stagione. Mi riferisco allo staff medico e a una parte almeno dello staff tecnico. E poi il ds deve fare il ds. Nella passata stagione Petrachi ha avuto incombenze per le quali non era portato. S’è mosso con generosità, ma ciò che deve tornare a fare è il ds. Allo stesso modo Comi, ad interim anche responsabile del settore giovanile, dovrà al più presto liberarsi dell’incombenza. Benedetti il successore? Beh, Silvano è un uomo d’azienda, assieme al nostro dg decideremo a breve».
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