Toro, Gazzi e Alvarez: parte l'assalto di Cairo
Il patron rilancia col Bari per l’accoppiata Ma per la fascia spunta pure l’idea Koman
© Foto REUTERSCAIRO A OMEGNA - Sì, l’aria finalmente sta davvero cambiando. I tifosi che seguono il Torino in ritiro ritrovano entusiasmo e speranze, gli schemi fioccano, il gioco decolla, i giovani stanno acquistando sempre più serenità e fiducia, mentre i giocatori più anziani guidano il gruppo. In questo contesto il mercato diventa due volte fondamentale: per rafforzare certezze e per consegnare a Ventura i rinforzi di cui il tecnico ancora necessita. E allora, in tale contesto, acquista un doppio significato il summit andato in scena ieri dalla tarda sera fino a notte a Omegna, quando Cairo è approdato in ritiro ed è tornato a disquisire a lungo col tecnico. «Quelli del Toro mi hanno invitato a mangiare una pizza», celiava al telefono il presidente mentre da Milano si dirigeva nella località piemontese, sede del ritiro granata. E lì, nel bel mezzo della serata, non appena Cairo e Ventura hanno potuto chiacchierare con la necessaria riservatezza, il presidente ha servito all’allenatore la notizia sul piatto d’argento: «Sa cosa devo dirle, caro mister? Una bella novità per il suo Gazzi. E pure per Alvarez, visto che le piace anche lui. Ho parlato a lungo con Angelozzi, poco fa. E gli ho formulato una nuova offerta, dopo quella di domenica». Allorché Cairo mise sul piatto del ds barese (ma invano) 2 milioni e il cartellino di Gasbarroni (1,4 di ingaggio lordo, ndr) per cercare di prendere Gazzi. Ma ieri no, ieri Cairo ha rilanciato in tutta altra maniera. Con un’architettura finanziaria intelligente, che ora potrebbe pure fare breccia nel Bari. Perché ieri Cairo ha offerto 1,5 milioni per ottenere i cartellini di Gazzi e Alvarez. E Angelozzi, che è uno stratega intelligente e sa bene far di conto, non ha certo chiuso la porta in faccia a Cairo, anzi. «Mi ha detto che nelle prossime ore mi darà una risposta», ha spiegato Cairo a Ventura. Ma perché il Bari può essere interessato all’operazione varata da Cairo, se il Siena offre 2 milioni più il prestito della punta Mastronunzio, che in Toscana è fuori rosa? E se il Chievo offriva fino a domenica sera quasi la stessa cifra più i prestiti dell’attaccante De Paula e dell’interno Bentivoglio, chiaramente fuori dai piani dei veneti? Perché il Bari deve innanzi tutto fare cassa, non solo rafforzarsi in più reparti. E cedere Gazzi non basta affatto, anzi.
Alvarez, anch’egli non più nei programmi dei pugliesi, tanto più col suo stipendio pesante da 800 mila euro lordi, è solo un problema, oggi come oggi. Ma il Toro lo vuole come nessun altro club, vista l’esigenza di rafforzare la fascia destra. Morale: fatti due conti, il Bari risparmierebbe, se privilegiasse l’offerta granata. Quanto ai rinforzi che servono ai pugliesi: cercare di ingaggiare giocatori altrui fuori rosa (o quasi) non è mai drammatico. E spesso li arpioni pagando loro ben poco d’ingaggio, garantito dalla società cedente. Quel che ha fatto il Grosseto con il granata Zanetti, per esempio: Cairo pagherà ancora una bella parte di stipendi del mediano, ma ormai è il male minore in ottica granata. Insomma, da vedere ora come andrà a finire, tornando a Gazzi e Alvarez, obiettivi primari del Torino. Seppur partito in ritardo, certo ora Cairo sta mostrando i denti, ha reagito, è in pieno assalto, lotta, combatte. Era ora: bene così. E visto che le ultime del mercato davano, ieri sera, il Bari in azione per prendere l’attaccante De Paula anche senza dare ai veneti Gazzi, beh: Cairo ha eccome carte da giocare, in questa lotta all’ultimo euro col Siena.
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MARCO BONETTO
ALBERTO MANASSERO
ALBERTO MANASSERO



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