Coppola, portiere granata: «Tra di noi siamo pronti a fare di tutto per trattenere Angelo. Al di là delle battute, anch'io l'ho esortato a restare. Lottare per la Serie A con questa squadra può essere molto gratificante pure per lui»
© Foto Liverani
TORINO, 18 agosto - Commentava un direttore sportivo, giusto 48 ore fa, che per «vincere la serie B servono innanzi tutto due giocatori. Un attaccante che la butti dentro a ripetizione e un portiere che rappresenti anche lui un plusvalore. Si comincia sempre da qui». Affermazione che può sembrare fin banale e anche un po’ estremistica, ma non per questo meno vera, anzi. E il Toro, con Ferdinando Coppola, ha trovato non solo un baluardo di valore superiore sul campo, ma anche una colonna per gli equilibri dello spogliatoio. La personalità, il carisma e l’esperienza del portiere 33enne napoletano portano lontano nei ragionamenti, tanto quanto favoriscono la semina di valori positivi nel lavoro quotidiano e per l’economia del gruppo. Come si dice: ha talento e cuore questo ragazzone, capace di infondere sicurezza e diffondere messaggi costruttivi.
«Tutto nasce dal gruppo. Perché solo un gruppo forte può raggiungere risultati importanti. Non bastano i giocatori di qualità. Poi è l’unione che fa la forza. Ho vinto più di un campionato di B, io. L’ultimo a Siena, l’anno scorso. E se siamo riusciti a centrare la A non è stato soltanto perché in panchina avevamo un ottimo allenatore come Conte, ma pure perché noi giocatori eravamo riusciti a creare un gruppo forte, solido, in grado di reggere le pressioni e i momenti di crisi che possono capitare. E i gruppi veri non si formano solo in allenamento. I veri gruppi li scopri anche al mattino o alla sera, quando nessuno ti obbliga a stare insieme, ma il piacere di condividere altro tempo in serenità ti porta a trasformare i legami di lavoro in amicizia. E’ confortante quel che ho già visto in questo primo mese. Noto abnegazione, voglia di mettere in pratica tutto quanto ci insegna Ventura, un allenatore straordinario. C’è già un bello spirito. L’impressione è benaugurante. C’è il desiderio di aiutarci a vicenda. Di trasmettere un senso di appartenenza. Sono segnali che mi fanno pensare positivo. Che mi fanno dire che si può davvero disputare una bella annata. Con un finale all’altezza delle aspettative».
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