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Il Torino non molla la presa: Bianchi e Ogbonna restano

Dopo aver resistito agli assalti la società manda un ultimatum. Al massimo un paio di giorni, poi il mercato granata si chiude. Cairo incontra Branchini e conferma la volontà di adeguare il contratto del difensore. Orgoglio del bomber, alternativa Barreto

Il Torino non molla la presa: Bianchi e Ogbonna restano© Foto Liverani
TORINO, 23 agosto - Gli ultimi otto gior­ni di calciomercato, storica­mente e statisticamente, sono quelli delle sorprese, dei gran­di affari, dei colpi di scena. Co­sa potrebbe dunque succedere al Torino? Nella migliore delle ipotesi, poco. Pochissimo. Non è una contraddizione in termini: il più grande affare che Cairo possa concretizzare è la confer­ma di Bianchi e Ogbonna. Mai come stavolta, per i tifosi granata, varrebbe il motto: nessuna notizia, buona notizia. Non passa giorno senza che il capitano e il suo degnissimo vi­ce vengano accostati ad altri club: stupirebbe il contrario, ci mancherebbe, senonché i tifosi e - più di loro, prima di loro, l’al­lenatore Ventura - adesso hanno bisogno di certezze. Sa­bato il Torino debutterà ad Ascoli, quattro giorni dopo sarà nuovamente in campo contro il Cittadella, nel posticipo tele­visivo del secondo turno di campionato: il mercato non do­vrà diventare un ostacolo in più da superare. A questa sere­nissima tesi sono approdati un po’ tutti, come emerge da un retroscena di domenica sera a Siena. Dopo la partita di coppa Italia il presidente Cairo s’è intrattenuto per diversi minuti con il manager Branchini, procuratore di Ogbonna, e lo stesso professionista poi ha su­bito aggiornato il suo assistito prima che il pullman granata riportasse nell’albergo senese la squadra. Il succo, nella sua stringente morale, è: chi vuole Ogbonna non può più perdere altro tempo, ha ancora un gior­no o due per intavolare l’opera­zione diversamente poi non ci sarebbero i tempi tecnici per chiudere l’affare.

SITUAZIONE OGBONNA - Un atteggia­mento di grande rispetto nei confronti del Torino, perché rimpiazzare il difensore cresciuto nel vivaio non sarebbe per Cairo così semplice e age­vole. E allora se il patron gra­nata ha ignorato l’offerta del Napoli, a gennaio, quando tra cash e contropartite tecniche De Laurentiis gli offriva dieci milioni di euro, non si com­prende perché ora dovrebbe perdere tempo ad ascoltare le sirene del Valencia che da 6 milioni ha leggermente alzato la sua prima proposta. Con il rigore e la professionalità che gli sono universalmente rico­nosciuti Branchini ha traccia­to una sorta di invisibile dead­line: prendere o lasciare, senza ulteriori indugi. Sennò - even­tualmente - se ne riparlerà il prossimo gennaio, a bocce fer­me. È del tutto evidente che nel frattempo l’avvocato mila­nese curerà a dovere anche gli interessi del suo giocatore, trattando con Cairo i dettagli di un adeguamento contrat­tuale che Ogbonna dovrà rice­vere per i suoi indiscutibili me­riti e per evitare ingiuste di­sparità di trattamento con i suoi compagni. Su questo Cai­ro non farà orecchie da mer­cante, si è già esposto: «A tem­po debito ne parlerò con Bran­chini. Per noi Angelo è un pa­trimonio importante e come tale lo considereremo. Non ho mai detto, e neppure pensato, di venderlo, quindi...».

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Piero Venera
Stefano Lanzo
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