Retroscena: lunedì sfiorato lo scambio Bianchi-Barreto. Cairo si tiene i gioielli, ma oggi possono ancora esserci novità. Surraco si presenta: «Ho sempre voluto il Toro, ora sono felicissimo e non vedo l’ora di iniziare con Ventura»
TORINO, 31 agosto - Sembra pazzesco, ma i giochi sui gioielli del Torino non sono ancora chiusi. Mancano poche ore alla chiusura del mercato (stasera alle 19) e all’importantissimo debutto casalingo dei granata, eppure il club di Cairo lascia splancate le porte. Chi si aspettava che le dichiarazioni cerchiobottiste e di comodo venissero sostituite almeno ieri sera da una definitiva presa di posizione che chiudesse ufficialmente il mercato granata è rimasto deluso, per quanto non sorpreso. In merito a Bianchi e Ogbonna, le cairote dichiarazioni in stile «me li voglio tenere », «me li tengo stretti» hanno lo stesso valore di uno spot pubblicitario. Ieri sera, sia tra gli esperti di mercato sia dentro il Torino veniva esternata la convinzione che oggi non sarebbe successo più nulla, tuttavia proprio la mancanza di un netto stop - che a una squadra chiamata a giocare in serata un incontro fondamentale, il primo davanti al proprio diffidente pubblico - avrebbe fatto tanto bene, sparge nuovi dubbi. Perché non farla? Perché, se capita, li vendo, foss’anche alle 18 e 59’ e 59’’... Oggi non accadrà nulla, magari, però fino all’ultimo secondo sia Bianchi sia Ogbonna potrebbero cambiare maglia. E sarebbe proprio una gran brutta fregatura, per la gente granata. L’ennesima. Quasi un affronto, che una simile operazione si verifichi l’ultimo giorno di mercato: sarebbe persino lecito sospettare una studiata architettura per evitare investimenti seri, che poi sarebbero l’unica maniera per giustificare la rinuncia a giocatori come Ogbonna e Bianchi. E sarebbe, la fregatura ovviamente, anche il modo per dare ragione su tutta la linea ai contestatori, a chi grida a Cairo «vendi il Torino». Senza calcolare gli effetti che tale last minute avrebbe sulla squadra. E sull’allenatore. Che in caso di cessione di Bianchi potrebbe ritrovarsi con Succi in rosa. Attaccante di tutto rispetto ma vittima di un pesante infortunio e tagliato fuori dal mese e mezzo di lavoro fatto fin qui da Ventura.
PRONTO MORAS Il mercato del Toro resta aperto anche perché ogni indizio contribuisce a non poterlo considerare chiuso. Cairo ha rifiutato le proposte di Celtic e Maiorca per Bianchi? Se è per questo ha respinto anche nuovi approcci di Atalanta e Parma. Chissà perché, però, il Torino lunedì ha lavorato tutto il giorno al clamoroso scambio BianchiBarreto. Già, fino a tarda sera. Salvo ritirarsi di fronte al muro alzato dai Pozzo. Nonostante i granata le abbiano provato tutte e pur considerata la voglia del brasiliano di riabbracciare Ventura, il club friulano non ha ceduto di un passo. «Barreto non si vende», è quanto da Udine vanno ripetendo dall’inizio del mercato. E lunedì se n’è avuta ennesima conferma. Certo, il mercato insegna che le situazioni possono stravolgersi in poche ore, quindi uno 0,001 per cento di possibilità che lo scambio possa andare in porto esiste. Altro che «chi vuole Bianchi e Ogbonna non potrà aspettare gli ultimi giorni di mercato». La trattativa serrata con l’Udinese dimostra esattamente il contrario. Come quella con il Napoli per il difensore. Certo, nelle ultime ore non sono stati i due presidenti, appunto Cairo e De Laurentiis, a parlarsi direttamente. Però diversi sono stati gli intermediari che hanno provato a riallacciare i fili della trattativa. Bene ribadire che se quest’oggi, magari contro le aspettative, ma qualche squadra dovesse presentarsi con i famosi 16 o più milioni d’euro, il sostituto sarebbe già stato individuato in Moras.
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Alessandro Baretti
Alberto Manassero
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