Sgrigna: Toro, che attacco! Ma in A ci porterà la difesa
Il calciatore granata: «E questa squadra farà ancora meglio nella massima serie. L'importante è non subire reti: un golletto lo segniamo sempre. Infatti siamo primi. Mai pensato di tornare a Vicenza. Anzi, dipendesse da me, non me ne andrei più»
© LaPressePer Bianchi, il danno e la beffa.
«Eh sì, lui sa di aver compiuto un’ingenuità con la sua reazione, però bisogna anche capirlo. Ha subìto per tutta la partita, purtroppo nessuno ha visto niente: solo la sua manata è stata punita».
Bianchi è ancora adesso nero come la pece.
«È arrabbiato lui, siamo arrabbiati tutti. Erano anni che non vedevo una cosa del genere. Il gioco duro ci può anche stare, ma così no, non è giusto».
Tre partite senza Bianchi, a meno di sconti dopo il ricorso. Cosa cambia per il Toro?
«Spero niente. Intendiamoci: Bianchi è sempre Bianchi, è il nostro capitano, è il cannoniere della squadra, però l’attacco del Toro è comunque molto competitivo».
Quanto valgono, in termini di reti, Bianchi, Antenucci, Ebagua e Sgrigna in B?
(Sgrigna si prende qualche secondo, poi risponde) «Almeno 50 gol. Per qualità individuali e per il gioco del Toro, è un obiettivo possibile. Poi dipende da tante cose: chi gioca di più, di meno, chi finalizza e chi si sacrifica sull’out. Come sta facendo benissimo Antenucci».
Come Sgrigna un anno fa...
«Sì, e malgrado tutto qualche buona partita l’ho fatta anch’io».
Con i risultati di quest’anno sarebbe stato anche più facile per lei accettare quel sacrificio.
«È una giusta osservazione, anche perché spesso noi calciatori veniamo giudicati in base ai risultati. E quando vinci, pure chi gioca fuori ruolo riesce comunque a fare bella figura».
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