Moggi: cancellatemi la squalifica
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L’ex dirigente ha presentato ricorso alla corte di Giustizia Federale
INVIATE alla Corte di giustizia federale, girate per conoscenza anche al procuratore federale Stefano Palazzi, le 16 pagine del ricorso presentato da Luciano Moggi per la cancellazione della squalifica di cinque anni per Calciopoli 1. Ha ragione (per questo la Figc è preoccupata e irritata con i suoi giudici) a chiedere la revisione del processo del 2006, l’ex direttore generale, perché la Corte il 27 ottobre aveva scritto una sentenza pilota sulle sim svizzere, investita dei poteri della Cassazione e della Corte Costituzionale, più che di una corte d’appello: le dimissioni presentate da Luciano Moggi il 16 maggio 2006 - ben prima che per l’ex dg venisse pronunciata richiesta di deferimento dall’ex capo dell’Ufficio Indagini, Pappa (ora componente della Corte di Giustizia federale) e dal suo successore Borrelli, e che Palazzi potesse deferire - dovevano tenere fuori dal processo sportivo Moggi. Un atto chiaro e irrevocabile di rinuncia all’appartenenza ad alcuna federazione sportiva, quello dell’ex dirigente. Nei giorni scorsi la pronuncia, arrivata dopo che la Figc di Abete non aveva colto i segnali lanciati da altre sentenze-pilota ( il “non possiamo giudicare” pronunciato dall’Arbitrato Coni e, dopo, dalla stessa Corte Federale Figc, nel 2007): Moggi non può essere processato. E per i suoi legali non poteva neanche essere giudicato nel 2006.
CHE BELLO... - Il bello della vicenda è che l’organismo al quale chiedere la revisione del processo è lo stesso (Corte di Giustizia federale a sezioni unite) che ha detto sì a Moggi sulla questione sim, scrivendo in motivazione di aver deciso per far chiarezza «su sentenze oscillanti » della giustizia sportiva in questi due anni: come a dire, questa è l’interpretazione buona. «Noi lo facciamo - dice a nome degli avvocati di Moggi, D’Onofrio - perché Moggi sia dichiarato totalmente fuori dall’ordinamento sportivo come richiesto il 16 maggio 2006. Quella squalifica è come un cordone ombelicale da tagliare. È un privato cittadino, Moggi». Abete all’apertura dell’anno giudiziario del calcio, un paio di settimane fa, aveva annunciato una norma stoppa- Moggi. Norma tardiva e che mai può essere retroattiva. Singolare che a pronunciare la sentenza che “libera” Moggi dai gravami sportivi siano stati (fanno parte del collegio della Corte Figc) Pappa, che aveva avviato le indagini su Calciopoli, ma soprattutto Porceddu e Zoppellari componenti della vecchia Caf che aveva rigettato l’eccezione di ingiudicabilità di Moggi nel giugno del 2006.
CUI PRODEST? - Detto che ci vorrà un’acrobazia giuridica per evitare la revisione del processo Calciopoli 1 per il solo Moggi, Lucianone dopo i tempi biblici che richiederà questa vicenda - ci atteniamo alla tempistica recente della giustizia di via Allegri - non potrà tornare a ricoprire ruoli ufficiali in alcuna federazione o club. Non avranno conseguenze sportive - però - i tesserati che volessero telefonare anche per lavoro a Moggi come socio o semplice consigliere.
Alvaro Moretti