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Sandri, Spaccarotella: «Non presi la mira»

Sandri, Spaccarotella: «Non presi la mira»
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© Foto Liverani
 
Il padre di Gabbo: «Sentenza vergognosa, ma stiamo calmi»
TORINO, 15 luglio - «Sono un cretino, non un Rambo. Sono solo una persona che ha creduto di fare il suo dovere. Non ho mai preso la mira, lo ripeterò sempre. Non sono un pazzo che rischia di colpire un'auto di passaggio: c'era un'autostrada di mezzo». È uno dei passaggi dell'intervista esclusiva al settimanale "Visto" concessa dall'agente Luigi Spaccarotella, condannato a sei anni di reclusione per l'omicidio colposo di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio. Nonostante la condanna molto inferiore alla richiesta del pm, Spaccarotella resta polemico con il sistema dell'informazione che, a suo dire, lo ha condannato senza appello: «Non c'è giustizia in questo Paese. Sono i prepotenti, i forti, quelli che sanno parlare bene, sanno raccontarti e rigirarti, ad avere la meglio. Non gli ignoranti morti di fame come me. Le persone oneste che hanno rispettato le leggi non valgono niente. Antipatica la mia voce, il mio accento meridionale e anche il mio cognome, Spaccarotella. Tutti hanno visto in me l'uomo forte che 'spacca', che uccide. Invece io sono un padre, un marito e un figlio». Spaccarotella ringrazia tutti coloro che gli sono stati vicini, in particolare i colleghi poliziotti, «perchè hanno riconosciuto che quanto accaduto a me poteva accadere anche a loro. Se ammazzano volontariamente un poliziotto, questo resta un eroe anonimo. Quando un agente sbaglia, o un colpo parte per errore, allora è un killer. Quel giorno dall'altra parte dell'autostrada avrebbero potuto uccidere, sequestrare, rapinare, ma io non dovevo fare nulla. Oggi lo so».

IL PADRE: SENTENZA VERGOGNOSA - «È una vergogna. Non c'è giustizia. Adesso però è il momento di stare calmi, non dobbiamo offrire il fianco passando dalla parte del torto. Dico a tutti i ragazzi di stare calmi». A ripetere l'invito è Giorgio Sandri. Un appello che arriva nella notte, ai microfoni di Teleradiostereo, poche ore dopo la sentenza di primo grado, che ha condannato a sei anni l'agente di polizia, Luigi Spaccarotella, per l'omicidio di Gabriele Sandri, scatenando l'ira dei tifosi della Lazio. «Ringrazio il sindaco Alemanno per la sua dichiarazione di solidarietà e sdegno e mi auguro che tale dichiarazione arrivi anche dai ministri Maroni e Alfano- conclude Giorgio Sandri- Comunque penso a una grande manifestazione, magari con un milione di persone con cui esprimere civilmente lo sdegno per questa sentenza ingiusta».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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