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Piloti con i team: tutti contro le regole Fia

Jarno Trulli al volante della sua Toyota
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© Foto REUTERS
 
Il 12 la Fia comunicherà la lista per il 2010
ISTANBUL (TURCHIA), 7 giugno - Ora anche i piloti entrano nella lotta politica tra la Fota e la Fia per regole del 2010. Questa mattina a Istanbul, dove si corre il GP della Turchia, intorno alle 10.30 si sono riuniti nel motorhome della Toyota con i rispettivi team principal per discutere del momento attuale della F1. Erano ovviamente assenti Nico Rosberg e Kazuki Nakajima della Williams, Giancarlo Fisichella e Adrian Sutil della Force India: i due team si sono infatti schierati con la Fia iscrivendosi al Mondiale 2010 senza le riserve invece ritenute necessarie dall'associazione dei team per la loro presenza alla prossima stagione. Per questo sono stati esclusi dalla Fota.

TRULLI - I piloti dei team che fanno parte della Fota (otto) si sono quindi schierati con la stessa associazione come ha spiegato Jarno Trulli, uno dei sindacalisti della Gpda, l'associazione dei piloti. «Il regolamento non va, deve essere discusso anche da noi - ha detto il pilota abruzzese - Questo è un problema politico, siamo stati chiamati per essere informati. Condividiamo la posizione della Fota, con cui siamo totalmente solidali».

TEAM ISCRITTI - La prossima settimana, venerdì 12, la Fia dovrà rendere nota la lista dei team considerati iscritti al prossimo Mondiale. Ovviamente l'accettazione degli otto team iscritti con riserva passa per il sì alle riserve della Fota, quindi conferma delle regole 2009 e, sempre entro quella data, la firma di un nuovo Patto della Concordia. Trulli è però pessimista: «Se non ci saranno novità la prossima settimana si arriverà ad una scissione. I piloti sono tutti d'accordo nel fare parte della competizione che i team della Fota sceglieranno di disputare nel 2010. Mosley deve capire che ci sono cose che non si possono fare: il regolamento del prossimo anno non va perchè la F1 deve rimanere uno sport mondiale, con un alto grado di tecnologia e con la partecipazione dei costruttori. E deve anche capire che non si può fare un campionato senza le squadre che contano, che hanno fatto la storia della F1. E come Gpda riteniamo che le regole di Mosley, come il taglio dei budget, non tengano conto della sicurezza dei piloti».

LA SOLUZIONE - La Fota, comunque, punta a «raggiungere una soluzione condivisa con la Fia. Tutti noi piloti sappiamo bene da quale parte bisogna stare». Dello stesso avviso è Fernando Alonso che, al termine dell'incontro, ha spiegato: «Preferisco correre in un altra disciplina piuttosto che nella nuova F1. Un modello simile alla GP2 o alla F3 non è interessante per tutti i piloti, gli sponsor, i circuiti o le emittenti tv. In questo caso sarebbe una disciplina senza senso. Dovremmo valutare le opzioni». «I team hanno fatto il massimo - ha detto ancora Alonso - si sono iscritti al Mondiale 2010. Ma non potete passare da un budget da 500 milioni a uno di 45 all'anno. È possibile in tre anni, cioè quanto hanno proposto i team. Per loro è impossibile fare di più. Ad oggi la palla è passata alla Fia».

ALONSO - Come Trulli, anche Alonso ha ammesso di preferire essere in una disciplina gestita dalla Fota: «Se i costruttori non potranno far parte della F1 e si troveranno a organizzare un Mondiale parallelo, questa sarebbe l'idea più interessante perchè vedreste la tecnologia e le macchine più veloci del mondo, cioè dove i piloti vorrebbero essere».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • rico7407/06/2009 22:59:37


    Condivido in pieno quello che dice Alonso.Una F1 priva dei maggiori team e con un budget fisso sarebbe la fotocopia (brutta) della formula 3000.

    Se il prossimo anno sky pone la scelta se abbonarmi alla F1 o al campionato parallelo gestito dalla fota,state pur certi che io seguiro´quello della fota.

    Che la F1 se la guardino Ecclestone e Mosley...
     
     
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