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Red Bull, scuse alla Ferrari. Alle 11 libere Gp Ungheria live

Red Bull, scuse alla Ferrari. Alle 11 libere Gp Ungheria live
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© Foto REUTERS
 
Domenicali sulle accuse alla Ferrari: «Troppa gente ha la memoria corta»
BUDAPEST, 31 maggio - «Qui troppa gente ha la memoria corta». Un monito a tutti. A chi da fuori fa la verginella, senza poterselo permettere e soffia sul fuoco attaccando la Ferrari per il sorpasso imposto dai box domenica scorsa in Germania. A chi, all’interno della Scuderia, presta il fianco alle polemiche. Insomma, anche a Felipe Massa, che giovedì aveva pubblicamente annunciato che non si sarebbe più chinato ad ordini di scuderia in favore di Alonso. Un Massa che Stefano Domenicali difende a oltranza, ma che in qualche modo avvisa quando alla domanda se questo per il brasiliano sarà un Gran Premio importante risponde: «Sì, sarà un Gran Premio importante». Un rimarcare che fa il pari col «sì, vincerò» ripetuto l’altro giorno da Felipe a chi gli chiedeva come si sarebbe comportato se si fosse ripetuta la situazione di Hockenheim.

LE SCUSE - Il responsabile della Gestione Spor­tiva Ferrari non cede il fianco all’emotività e non alza la voce. Almeno in pubblico. Troppo signore per farlo, come lo è nel non raccontare della telefonata di scuse ricevuta da Dietrich Mateschitz, il boss della Red Bull che ha sconfessato il suo team principal Christian Horner, il quale domenica a caldo aveva parlato di “scandalo” per la gestione di gara della Ferrari e ancora giovedì sosteneva che gli ordini di scuderia devono restare banditi. Una telefonata importante, anche perché la Ferrari per il putiferio scatenato in Germania dovrà affrontare il giudizio del Council Fia che si svolgerà il 10 settembre a Como, prima del GP d’Italia a Monza. E infatti Horner, seduto proprio al fianco di Domenicali nella conferenza stampa dei team principal, deve fare un paio di belle ammissioni: 1. «Giusto o sbagliato, il divieto di ordini di scuderia può essere oggetto di discussione»; 2. «Anche noi abbiamo gestito male la situazione in Turchia e a Silverstone» ovvero nel caso del botto fratricida tra Vettel e Webber e nello scippo dell’ala nuova all’australiano in favore del tedesco. Domenicali insiste sul concetto della "memoria corta". Il manager romagnolo predica «razionalità e realismo», ma è fermo nel ribadire un concetto molto caro alla Ferrari: «La Formula 1 per noi è uno sport di squadra». Arrivando al punto da rispondere a chi gli chiede se per la Ferrari sia più importante l’interesse della squadra o il rispetto delle regole con un secco: «Entrambi».

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Giorgio Pasini Marchi
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • wilmer6631/07/2010 12:19:02
    L'importante e che Massa non danneggi Alonso. Se si vuole vincere x me
    ALONSO tutta la vita, Massa non vincera mai un titolo mondiale e sara sempre il secondo.
     
     
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