Ferrari: «Arriviamo preparati a Buddh»
I piloti della Ferrari hanno provato a lungo al simulatore la nuova pista indiana, su cui la F1 farà il suo debutto a partire da venerdì con le prime libere
© REUTERS/JO YONG-HAKMARANELLO, 25 Ottobre – Domenica prossima si correrà sull'inedita pista di Buddh il GP d'India ma la Ferrari arriva preparata, forte del grande lavoro realizzato in queste settimane con il simulatore. «Sia Fernando che Felipe hanno potuto provare il circuito dell’India dopo il Gran Premio d’Italia ed entrambi ne hanno ricavato un’impressione positiva», ha spiegato Gabriele Delli Colli, che segue lo sviluppo e le operazioni del simulatore della Scuderia Ferrari. «Inoltre, abbiamo messo a disposizione il simulatore anche dei piloti della FDA e così ieri Sergio Perez ha avuto la possibilità di prepararsi nella maniera migliore. Il circuito di Buddh sembra essere diverso dagli altri del calendario iridato ed è caratterizzato da un andamento molto insolito. Ci sono tanti cambiamenti altimetrici e molte curve sono state costruite con tanto camber o, per essere più precisi, sono sopraelevate. Un’altra caratteristica insolita è che molti punti di frenata e di cambio di inserimento in curva sono ciechi quindi conoscere bene la pista può essere un vantaggio, soprattutto all’inizio».
DIVIETO DI TEST – Il divieto imposto da FIA e FOTA per i test delle vetture sulle piste del Mondiale di F1 rende obbligatoria questa invenzione, inizialmente concepita per i piloti di aereo e poi recentemente passata alla F1, anche per consentire ai piloti di familiarizzarsi con una pista. In casi come la pista di Buddh, è essenziale arrivare sul tracciato conocendone l'andamento senza dover perdere tempo prezioso per capirlo. Ma non sono solo Alonso e Massa a sfruttare questo dispositivo: sono diversi i piloti che lavorano al simulatore Ferrari. «Abbiamo dei collaudatori con vari livelli di esperienza che sviluppano il simulatore e il modello ma la decisione finale su eventuali sviluppi spetta a Felipe e Fernando che, di solito, vengono qui almeno una volta al mese per convalidare i risultati», ha aggiunto il tecnico della Rossa. «E’ chiaro che loro sono i migliori perché hanno più esperienza e conoscono meglio la macchina: in fondo, succede la stessa cosa che accade nei test in pista che, peraltro, sono nei fatti più diretti in termini di responso: al simulatore bisogna fare molta più attenzione a come viene configurato il modello e la parte più difficile è la definizione della correlazione fra il simulatore stesso e la vettura reale». La Scuderia Ferrari e tutti i team che utilizzano questo tipo di simulatori avranno quindi un’idea di massima di quelli che li attenderà quando si accenderà la luce verde in fondo alla pit-lane venerdì mattina alle 10 ma nessuno può avere delle certezze di che cosa ci si può davvero aspettare dal circuito di Buddh. Con tutte le sorprese che ci sono già state quest’anno, ci si può ragionevolmente attendere che il Gran Premio dell’India non farà eccezione.





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