Horner: «E' normale pagare per correre»
Davanti al malvezzo delle scuderie di F1 di assumere piloti carchi di sponsor, interviene il capo della Red Bull, che spiega come questo fenomeno è sempre esistito
© LaPresseMILTON KEYNES, 28 Dicembre – Chris Horner, team manager della Red Bull, difende la situazione attuale della F1, specialmente per quando riguarda il mcercato piloti. Una grande polemica è nata in merito alle voci che parlano di un possibile arrivo di Vitaly Petrov, pilota russo silurato dalla renault, alla Caterham al posto di Jarno Trulli per il 2012. Petrov non è un pilota eccelso ma ha con sé le sponsorizzazioni delle compagnie di gas russe che ne hanno appoggiato e finanziato l'arrivo in F1; in una competizione in cui la ricerca va a braccetto con il denaro, alla Caterham farebbe comodo un pilota che porta finanziamenti, anche se a scapito di un campione sotto contratto e confermato come il pescarese. Trulli ha sottolineato criticamente come Nick Heidfeld, cacciato a sua volta dalla Renault a metà anno, abbia fatto in pochi mesi gli stessi punti del russo in una stagione.
HORNER GIUSTIFICA I PILOTI CHE PAGANO - «Se guardiamo la storia di questo sport, c'è sempre stato il pilota che pagava per un posto: chi portava sponsor e soldi ha sempre trovato il modo di correre», ha spiegato il capo del team campione del mondo al sito brasiliano TotalRace. «Se si guarda alle squadre di F1, è sempre stata una questione di cercare di bilanciare il denaro che arriva con il talento del pilota. E' difficile dire che si tratta di un cambiamento dovuto alla crisi: la F1 è sempre stata così, e non si può far altro che accettare la cosa», ha concluso Horner.





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