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Montezemolo: «A Melbourne voglio una Ferrari umile»

Montezemolo: «A Melbourne voglio una Ferrari umile»
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© Foto Liverani
 
Il numero 1 di Maranello: «Le qualifiche saranno fondamentali»
MELBOURNE, 24 marzo - I piedi per terra di Fernando Alonso, ora l'umiltà del presidente Luca di Montezemolo. Memore del disastro della stagione scorsa, ma rincuorata dalla doppietta in Bahrein al primo appuntamento del 2010, la Ferrari si avvicina a piccoli passi al Gran Premio di Melbourne in Australia dove l'anno scorso, tra l'affaire diffusori, le picconate di Max Mosley e le menzogne di Lewis Hamilton prese il via per la Rossa un campionato da riporre nel cassetto dei ricordi da dimenticare al più presto.

Ad avere bene in mente gli inganni dell' Albert Park per il "sorpasso indotto" di Jarno Trulli in regime di safety car è invece l'inglese della McLaren che assicura d'aver imparato la lezione e di essere «diventato una persona migliore». Ad aver cambiato faccia e soprattutto prestazioni da quanto visto a Sakhir e nei test invernali è di sicuro la Ferrari che prima con il nuovo pilota spagnolo Alonso arrivato al posto di Kimi Raikkonen e poi con Montezemolo vuole continuare a volare basso, senza lasciarsi andare a facili entusiasmi. E così dopo il ripartiamo da zero dell'asturiano ecco l'ammonimento del n.1 di Maranello ad «avere una grandissima umiltà nell'affrontare questa gara. Sappiamo che dobbiamo lavorare e che c'è ancora molto da migliorare, come prestazione e come affidabilità: è importante rimanere con i piedi per terra. A Melbourne sarà fondamentale fare sabato delle ottime qualifiche perché, come accade su tutti i circuiti cittadini, anche per quello australiano partire davanti è determinante per il risultato finale».

Se per la Ferrari l'ultimo Gp di Melbourne fu una gara da dimenticare con zero punti sotto la bandiera a scacchi, per un altro protagonista recente del circus fu una corsa davvero da cancellare. L'inglese della McLaren Hamilton fu artefice di un tranello ai danni dell'italiano Jarno Trulli allora alla guida della Toyota: l'ex campione del mondo si lasciò passare dal pilota abruzzese in regime di safety car al termine della gara, guadagnando il podio a tavolino per poi essere smascherato dalla Fia che riassegnò il terzo gradino a Trulli. Hamilton decise allora di confessare tutto a margine del susseguente Gp della Malesia, ma a pagare per tutti alla McLaren fu il direttore sportivo della scuderia, Dave Ryan sospeso dalle sue funzioni.

È storia di oggi quella che a un anno di distanza vede il primo pilota di colore della storia della Formula 1 e più giovane iridato di sempre ammettere di aver voltato pagina rispetto a quella brutta vicenda: «Ho imparato molto da quanto successo l'anno scorso e ora mi sento più forte - ha spiegato Hamilton, parlando nel corso di un evento promozionale per la Vodafone a Sydney -. Il 2009 è stato un anno duro per tutti ma ora bisogna guardare avanti». Hamilton si è inoltre detto fiducioso che la McLaren possa migliorare già a Melbourne. Le sue prestazioni che in Bahrein gli hanno comunque consentito di salire sul podio alle spalle delle due Ferrari: «La nostra vettura potrebbe adattarsi meglio di altri team a questo circuito. Ci sentiamo più forti e arriviamo a questa gara sperando di poter ottenere più punti per me e Jenson (Button, ndr). Abbiamo una possibilità di vincere - conclude Hamilton - questo fine settimana».

Meno fiducioso, nonostante le speranze riposte da Michael Schumacher, è il capo di Mercedes Norbert Haug secondo cui quello sul circuito australiano per la casa della stella «sarà un Gp difficile. I miglioramenti cominciano a manifestarsi ma non è possibile averli dal giorno alla notte. Abbiamo avuto dei problemi a ottimizzare i pneumatici, ma i nostri piloti sono riusciti a tirare fori il meglio dalle nostre vetture».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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