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Briatore: «Alonso è stato super»

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© Foto REUTERS
 
Il dirigente Renault: «Visto che la Fia ha cambiato idea sui diffusori, lo abbiamo montato nella notte»
SHANGHAI, 18 aprile - «Fernando è stato super». È soddisfatto Flavio Briatore. La sua Renault ha conquistato la prima fila del GP della Cina con Fernando Alonso, secondo alle spalle della Red Bull di Sebastian Vettel nelle qualifiche. E non solo. Perchè terzo è finito il "suo" Mark Webber con l'altra Red Bull, che in più monta motori Renault. «Fernando in prima fila - ha detto Briatore - Webber è uno dei miei piloti e in generale ci sono tre motori Renault nei primi tre posti». Ha dato i suoi frutti, tornando al suo team, il lavoro fatto da tutta la squadra nella notte per montare sulla macchina di Alonso una prima versione del diffusore arrivato a mezzanotte ora locale con il suo jet privato. «Visto che la Fia ha cambiato idea sui diffusori - ha spiegato Briatore - abbiamo montato il diffusore. È arrivato a mezzanotte, abbiamo finito di montarlo stamattina alle 5-5.30. Una volta capito che non c'erano problemi di sicurezza, abbiamo messo la macchina in pista. In Bahrein (prossimo GP, 26 aprile, ndr) avremo sicuramente la seconda versione».

«SU BUTTON SONO STATO FRAINTESO» - Alonso ha accolto con soddisfazione la possibilità di avere il diffusore: «Fernando è stato tutta la notte a rompere, chiedendomi 'quando arriva il diffusore?'. Lui è stato super, ha fatto il giro veloce senza conoscere l'auto. In mattinata ha fatto un paio di giri, poi abbiamo avuto dei problemi con lo scarico. Per risolvere abbiamo appesantito la macchina e questo ci ha penalizzato. Ma poi lui è riuscito a prendere le misure». Briatore è quindi tornato sulle polemiche che lui stesso aveva scatenato definendo Jenson Button un paracarro, Rubens Barrichello un pensionato e la F1 senza credibilità. «Button paracarro? Il mio era un discorso più ampio, di credibilità. Il riferimento era alle auto. Poi vedo che i vari Barrichello, Nakajima oggi lì davanti non ci sono... Il problema erano le auto, non i piloti».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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