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Baseball, Yankees a fatica superano gli Angels

Baseball, Yankees a fatica superano gli Angels
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© Foto REUTERS
 
New York passa 4-3 dopo oltre cinque ore di gioco
TORINO, 18 ottobre - Sono servite oltre 5 ore di gioco, almeno 2 sotto la pioggia, agli Yankees per avere ragione (4-3) dei Los Angeles Angels e portarsi a condurre per 2 gare a 0 nella serie di finale dell’American League. Nonostante l’importantissima vittoria, la parola d’ordine è nessuna festa. Lo dice chiaramente Alex Rodriguez, ormai il portavoce ufficiale dei ‘Bronx Bombers’: “Ovviamente è meglio essere 2-0 che 1-1, ma questa serie va giocata partita per partita”. Oltre che il portavoce, A-Rod è anche l’uomo in più di questi Yankees. Sotto 3-2 nella seconda metà dell’undicesimo, con in pedana di lancio il ‘closer’ degli Angels Fuentes (48 ‘salvezze’ nella stagione regolare), gli Yankees sembravano davvero ad un passo dalla prima sconfitta della ‘post season’. Invece in 3 lanci Rodriguez li ha riportati in parità: ha guardato i primi 2 (entrambi strike) e ha spedito il terzo oltre la recinzione a destra, eludendo il balzo di Abreu.

Certo, Fuentes ha sbagliato la location del lancio, che il catcher Mathis voleva basso ed esterno e si è rivelato alto e centrale. Però la sistematicità con cui Rodriguez riporta in partita gli Yankees ogni volta che sembrano battuti (era accaduto anche in gara 2 e 3 della serie con i Twins) ha dell’incredibile. Soprattutto perché parliamo di un giocatore che gli osservatori hanno sempre definito bravo, ma non decisivo. Gli Yankees hanno giocato piuttosto male in difesa, commettendo 3 errori (erano fino qui a zero, nei ‘play off’) ma non pagandone nemmeno uno. Non ha convinto in pieno nemmeno la strategia del loro manager Girardi nella gestione dei pitcher. Dopo un immenso Burnette, gli Yankees sono arrivati ai 2 out dell’ottavo prima di dare la palla a Mariano Rivera. Che è andato contro le sue abitudini lanciando 2.1 riprese, ma è uscito con le squadre in parità e lasciando il destino degli Yankees in mano ad Aceves e Rodriguez, non certo le prime scelte del formidabile parco rilievi di New York. Mike Scioscia per gli Angels ha giocato meglio. Il suo partente Saunders ha avuto il supporto di ben 3 doppi giochi difensivi e Los Angeles si è affidata al ‘closer’ al momento giusto, con la squadra in vantaggio. Alex Rodriguez però è stato il fattore che ha fatto saltare i piani degli Angels, a dimostrazione che nello sport il talento spesso può più delle scelte dei tecnici. La serie riprende in California lunedì sera.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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