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Nuoto, è caos sui costumi tra Fina e federazioni

Nuoto, è caos sui costumi tra Fina e federazioni
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© LaPresse
 
La Federazione internazionale non omologa molti costumi, tra cui quelli di Barnard e Pellegrini
ROMA, 19 maggio - È caos costumi, a due mesi dai Mondiali di Roma: la Federazione internazionale nuoto (Fina), riunitasi a Losanna, non ha approvato infatti, assieme a molti altri, quelli dei record mondiali di Federica Pellegrini e dei francesi Alain Bernard e Frederick Bousquet, record che ora restano 'sub judice'. La Federazione italiana nuoto (Fin) ha espresso sorpresa per la decisione di non approvare il Jaked J01, usato da atleti italiani e a suo avviso regolare. Dello stesso avviso la ditta produttrice, la Jaked, che ha manifestato sconcerto. Su 348 modelli esaminati, di 21 produttori, il placet della Fina è arrivato solo per 202. Degli altri, dieci sono stati bocciati - precisa un comunicato - «per non aver passato i test di galleggiabilità e/o di spessore»; mentre 136 dovranno essere modificati, e ripresentati all'approvazione della Fina entro il 19 giugno prossimo, in quanto «non soddisfano le specifiche richieste secondo cui il materiale per i costumi da nuoto non deve essere costruito per, o includere elementi/ sistemi che creino effetti da immagazzinamento di aria/acqua».

La Fina ha soltanto elencato i 202 costumi approvati, senza indicare i nomi dei dieci bocciati e dei 136 'rimandatì. Nella lista degli autorizzati, comunque, non figurano l'Arena X-Glide e il Jaked J01: il primo era indossato da Alain Bernard quando, il mese scorso, ha stabilito, con 46"94, il nuovo record mondiale dei 100 stile libero (il francese è stato il primo nella storia a scendere sotto i 47"); il secondo era quello di Bousquet per il 20"94 che gli valse, sempre ai Campionati francesi di Montpellier in aprile, il primato sulla distanza più corta. «Non sappiamo se questi record saranno omologati», ha dichiarato Cornel Marculescu, direttore esecutivo della Fina. Secondo la Federnuoto, il Jaked J01, «dispone dei requisiti individuati dalla Dubai Chart sia in termini di spessore sia di spinta idrodinamica. Nonostante ciò - afferma la Fin in una nota - risulta sia stata richiesta dalla Fina una modifica del costume da sottoporre entro 30 giorni per l'ipotesi che 'il tipo di costruzione può causare effetti significativi nel trattenere aria all'interno quando indossato dai nuotatorì. Nessun test - aggiunge la nota - è stato effettuato ai fini di dimostrare tale ipotesi, che la Federazione Italiana Nuoto respinge nel merito e nel modo, riservandosi ogni ulteriore valutazione ed azione».

La Jaked, dal canto suo, afferma che il Jo1 ha superato nel giugno 2008 l'omologazione ed è 'del tutto in linea con le specifiche tecniche' vigenti; e accusa la Fina di basarsi su «assunti non provati e non suffragati da alcun test specifico. Jaked non può non rilevare - aggiunge la nota - come le misure arbitrarie di cui oggi la stessa è incolpevole vittima abbiano improvvisamente avuto luogo a poche settimane dai Mondiali di Roma, proprio nel momento in cui l'efficacia del proprio prodotto autenticamente innovativo si manifestava in modo assoluto (un oro olimpico e sette record del mondo)».

Intanto, la Federnuoto francese (FFn) ha stabilito che, «in attesa di ulteriori spiegazioni da parte della Fina, e per precauzione, tutte le competizioni organizzate sul territorio nazionale dovranno avere luogo con uno dei costumi approvati dalla Fina. La Ffn seguirà da vicino le conseguenze delle misure della Fina sulla ratifica dei record mondiali stabiliti nel corso dei campionati francesi a Montpellier e si batterà assieme ai suoi atleti affinchè le loro prestazioni siano ratificate», afferma un comunicato. Ma le parole forse più sensate e conclusive su una vicenda complicata e confusa sono state pronunciate da Denis Auguin, allenatore di Bernard: «Il record di Alain è accessorio, ora bisogna che i Mondiali a Roma si disputino in buone condizioni».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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