La Pellegrini trionfa ancora: record e altro oro nei 200 sl
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© Foto REUTERS
L'azzurra infrange un altro primato: decimo record del mondo
ROMA, 29 luglio - Come lei nessuno mai. Adesso lo sa anche Federica che non ha più limiti, che nuota come e meglio di un uomo, che è il più grande atleta della storia dello sport made in Italy. E lo dice, senza pudore, «senza falsa modestia» perché il secondo oro ai mondiali di Roma, con il terzo record e un altro muro, quello dell'1'53" nei 200 stile libero, che va giù come fosse di sabbia fa impallidire anche lei, Federica Pellegrini «nata a Mirano, provincia di Venezia, italiana dalla nascita». Lo scandisce così, senza cadere nella trappola "politica" quando viene a sapere che alla Camera il suo nuovo trionfo divide leghisti e esponenti del Pd. È cresciuta in tutto, braccia, gambe e testa, e non solo in quella piscina in cui ha gettato un fossato tra lei e l'altro mondo che nuota, che è donna. Ha dato quasi due secondi all'americana d'argento, Allison Schmitt, più di due e mezzo dal bronzo mondiale, l'altra yankee Dana Vollmer: roba mai vista. E se ne rende conto anche la star dell'Italnuoto quando tocca, si gira e vede quell'1'52"98 che mischia l'impresa al miracolo. «È vero, mi alleno con gli uomini, ho ritmi di allenamento allucinanti che le ragazze non tengono. Sono passata spesso dall'altra parte, e questo è un tempo da uomo», dice senza nascondere un pizzico di frivola soddisfazione. Perché la campionessa di Pechino a nemmeno 21 anni (li compie il 5 agosto) si è presa già tutto: un oro e un argento olimpici, due mondiali, dieci record del mondo. Nei 400 sl, la sua gara incubo, è scesa sotto i 4', altra barriera fisica e psicologica; poi nella semifinale dei 200 aveva limato il suo crono mondiale fermandosi a 1'53"67: oggi è andata via lasciando intravedere la scia alle altre.
L'EMOZIONE - E si è messa le mani sul viso, coprendo gli occhi - «Mamma mia cosa ho fatto» - dopo che il rito del cuore-testa si era computo prima di buttarsi in piscina. «È la prima volta che sorprendo me stessa - confessa - pensavo quasi che le piastre (quelle per rilevare il tempo ndr) si fossero rotte». I 200, gli stessi con cui ha regalato all'Italia rosa del nuoto il primo titolo a cinque cerchi, sono la sua gara: eppure prima di scendere in acqua ha pianto, era tesa, si sentiva stanca nei muscoli. Il ct con cui vive in simbiosi, Alberto Castagnetti, le aveva scritto il solito foglietto con i compiti da eseguire: il totale doveva dare 1'53"40. Ma lei non conosce mezze misure, e ancora una volta è andata oltre. Sugli spalti papà Roberto e mamma Cinzia: da quindici giorni sono qui, distanti, ma sempre presenti. «Mi portano un gran bene - racconta - Pensate che la sera prima delle gare mi si chiude lo stomaco, poi però ho sentito il brontolio della fame e ho chiamato mamma: volevo la pizza e me l'ha portata». E c'è spazio anche per un abbraccio inatteso, quello con la sua prima allenatrice Elena Piatto, era a bordo vasca quando Fede aveva solo dieci anni. «Dura, determinata, infaticabile, come la vedete adesso. Era un pesciolino, ora è una sirena» racconta tra le lacrime.
IL RACCONTO - La campionessa sorride: racconta che la vittoria di Pechino con il record resta la prima nell'album dei ricordi che ora potrà conservare nel baule di pelle donato da mamma e papà, ma i 200 di Roma sono altrettanto da brividi: «I tempi fatti qui mi hanno allibito». E non ci sono polemiche sui costumi che tengono (ribadisce la fedeltà al suo sponsor, ma riconosce che il costume della nazionale azzurra con cui ha nuotato verso i sui record «è migliore»): anzi, il fatto che dal primo gennaio si torni all'antico aggiunge un briciolo di soddisfazione in più. «Sarà difficile battere questi tempi, ma è giusto fare un passo indietro, così il nuoto è cambiato troppo». Il suo mondiale non è finito: la Pellegrini torna in acqua fin dalle batterie per portare sul podio la 4X200 sl: quanto alle altre due gare individuali a cui era iscritta (100 e 800 sl) ha deciso di non farle. «Alberto è convinto che io sia un'ottocentista... adesso mi concentro solo sulla staffetta e poi vacanze». Poi un periodo negli States: «Starò qualche mese lì, ma starò in Italia per sempre». Con la consapevolezza di essere di un livello superiore, di aver infranto miti e tabù. «Certo che sono l'atleta italiana più forte di sempre, pensavo di averlo dimostrato: dieci record e medaglie così pesanti lo dimostrano, No?». Cuore, testa, gambe: il favoloso mondo di Federica, che ora sa. Nessuno è mai stato come lei.
I COMPLIMENTI - «Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, appena appresa la notizia della seconda vittoria e del secondo record mondiale di Federica Pellegrini nei 200 stile libero, ha chiamato il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, per esprimergli ancora una volta la sua gioia personale e del Governo».
FENOMENO PELLEGRINI - La regina della piscina, la star dell'Italia che nuota. Federica Pellegrini, nata a Mirano in provincia di Venezia il 5 agosto 1988, residente a Spinea, ma di base a Verona dove si allena agli ordini del ct-guru Alberto Castagnetti, detiene il record del mondo dei 200 stile libero con 1'52"98, stabilito a Roma nella finale (dopo averlo limato già ieri in semifinale), e dei 400 che già deteneva con 4'00"41 ai Giochi del Mediterraneo e che ha migliorato all'esordio dei mondiali romani con lo straordinario 3'59"15, prima donna a scendere sotto il muro dei 4'. È l'unica nuotatrice italiana ad aver infranto il crono mondiale in più di una specialità: ben sei volte ha migliorato quello dei 200 sl e tre volte quello dei 400, ma è anche primatista dei 200 in vasca corta (1'51"85). È anche l'unica azzurra ad aver regalato all'Italia il primo oro olimpico al femminile del nuoto, centrando il titolo a Pechino nei 200 sl, impreziosito dall'allora primato del mondo di 1'54"82. Con l'oro mondiale sui 400 (la gara-tabù che in passato le aveva procurato attacchi di panico), bissato ora con quello sulla distanza più breve di cui detiene anche il titolo olimpico, la Pellegrini aveva riportato, 36 anni dopo Novella Calligaris il nuoto femminile sul gradino più altro del podio di una rassegna iridata.
MEDAGLIE E RECORD - L'azzurra arricchisce ancora, con la doppietta a Roma, il suo straordinario palmares internazionale: la 21enne infatti oltre all'oro di Pechino anche un argento nell'edizione di Atene 2004 sempre sui 200 stile (quando aveva solo 16 anni), un argento e un bronzo mondiale nella stessa distanza rispettivamente a Montreal nel 2005 e a Melbourne nel 2007, oltre a un oro sui 400 agli Europei di Eindhoven, dove conquistò anche l'argento nella 4x100 stile e il bronzo nella 4x200. 35 invece i titoli italiani a livello individuale. Pioggia di medaglie anche in vasca corta con 2 ori, 2 argenti e 1 bronzo agli europei, e un argento un bronzo ai Mondiali.
IL PROFILO - Alta 177 cm per un peso forma di 60 kg, ha iniziato a nuotare nel 1995 e dopo i primi successi conseguiti sotto la guida di Max Di Mito alla Serenissima Nuoto di Mestre, è passata alla DDS di Settimo Milanese, trasferendosi da Spinea a Milano. Il boom ad Atene dove, vincendo l'argento olimpico, l'unica dopo la Calligaris, è stata anche a 16 anni e 12 giorni,la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale. Allenata da Alberto Castagnetti, ct di tutta l'Italnuoto, è fidanzata con Luca Marin, collega di nazionale ed ex di Laure Manaudou, sua rivale in passato visto che la francese si è concessa una pausa, chissà quanto lunga, dal nuoto (anche se lo frequenta ancora assiduamente da fidanzata del velocista Frederick Bousquet). Ama i vestiti eleganti e i tacchi alti, e strizza l'occhio a moda e tv. Il suo animale preferito è il leone: e proprio al re della foresta è dedicata la sua collezione di peluche. Quella di Roma è la stagione della definitiva consacrazione della più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi.