Lo sguardo sconvolto, felice ma quasi assente incapace di trovare le parole per spiegare cosa abbia fatto circa 30minuti prima in pista, in quell' ultima curva della pista di Barcellona; questa è la descrizione di chi ha vinto la sua 99a gara e ci fa capire perchè lui, qualunque sia il risultato finale di questo campionato,è e sarà sempre Valentino Rossi il numero uno, il fuoriclasse, quello a cui basta mezzo metro per capire che può battere il suo compagno di squadra, il suo rivale per il mondiale, il padrone di casa...Valentino a fine gara si inchina, sa di aver fatto il sorpasso che probabilmente segnerà tutto il resto del campionato. Fin dalle prove si era capito che Rossi e Lorenzo avrebbero fatto la parte dei leoni. Nessuno come loro nessuno come Valentino, che grazie a quell’ ultimo sorpasso ha anche fatto sciogliere il gelo storico tra lui e Biaggi; infatti Max dichiara “ha fatto qualcosa di incredibile”. Ora che Valentino è tornato a divertirsi chissà come la prenderanno Lorenzo Stoner e Pedrosa. Valentino si diverte e vince
Pazzesca, imprevedibile, al di sopra di ogni limite umano. Difficile descrivere in altro modo la manovra con cui Valentino Rossi ha superato Jorge Lorenzo nell'ultima curva dell'ultimo giro del Gran Premio di Catalunya. Trentacinque centimetri, uno spazio esiguo anche a piedi. Figurarsi sopra una moto di quella cilindrata, lanciata in curva ad una velocità superiore ai 150 km/h. Un sorpasso che entra di diritto nella storia del motociclismo. Il duello simbolo della passata stagione si tenne a Laguna Seca, Rossi contro Stoner, Yamaha contro Ducati. Quest'anno, invece, la lotta è intestina. Spagna contro Italia, ma all'interno della stessa scuderia. Al Montmelò i due contendenti si sono dati scintille fin dalle prove, ma è negli ultimi due giri che una semplice gara di motogp si è trasformata in uno spettacolo indimenticabile, un duello che è entrato nella storia del motomondiale dalla porta principale. Sorpassi e controsorpassi, schermaglie nel tentativo di affondare il colpo ai danni del compagno-rivale. Si arriva così alle ultime curve, Lorenzo è ancora davanti ma Valentino non lascia nulla di intentato. Prova ad inserirsi alla terzultima curva, lo spagnolo tiene. Ultima curva, ultima possibilità per Rossi, che si butta dentro senza alcun timore e passa a condurre le danze. In tribuna è boato, il dottore è davanti. Per Lorenzo resta l'onta della sconfitta, davanti ai suoi tifosi. Ma con questo Valentino era impossibile fare di più.
Nel momento in cui finivano i festeggiamenti dell’epocale Gp di Catalunia il primo pensiero balzato in testa ai dirigenti Yamaha è stato certamente la nota storia dei due galli nel pollaio: l’epilogo della gara è stato memorabile ma, vista l'intensità del duello, la sensazione che arriveranno momenti carichi di tensione si è divenuta certezza. Almeno per questa stagione: in chiave 2010 non si deve infatti trascurare il fattore Red Bull: a quanto pare il colosso delle bibite energetiche vorrebbe aumentare ulteriormente il già enorme budget riservato alle competizioni, con un programma che definire ardito è poco: togliere lo storico brand Repsol dalle moto del Team HRC e affiancare a Dovizioso Jorge Lorenzo che non ha ancora rinnovato con la casa di Iwata. Potrà sembra paradossale ma la situazione porterebbe vantaggi praticamente a tutti: per il pilota spagnolo si parla di un ingaggio davvero alto, Rossi non sarebbe sicuramente dispiaciuto, Honda (stanca di Pedrosa) avrebbe tra le mani un sicuro campione, ed in fondo anche Yamaha troverebbe la soluzione ad un problema di non poco conto: i due galli non pollaio (di primordine, come raramente si erano visti) sono oramai difficili da gestire, a tal punto che il muro preteso da Rossi si è dimostrato una benedizione. Sino ad ora la rivalità è stata arginata, ma nessuno può prevedere cosa accadrà più avanti, quando la stagione entrerà nella fase decisiva: Stoner è li in agguato…. pronto a dare gas buttando un occhio al pollaio.
Cosa possano aver pensato e provato Valentino Rossi e Jorge Lorenzo al termine del Gp di Catalunia, uno dei più bei duelli della storia, di certo non lo sapremo mai: i pensieri e le sensazioni dei due campioni della Yamaha sono stati così intensi che qualsiasi parola o frase sarebbe vana. E’ ovvio che per quanto si possa ammirare, vedere e rivedere quel replay meraviglioso ed, nessuna inquadratura potrà mai sfiorare ciò che hanno vissuto i diretti protagonisti. Con il trionfo di Barcellona Rossi ha raggiunto quota 99 vittorie in carriera, proprio il numero del bravissimo compagno di squadra Lorenzo, ed ora Giacomo Agostini appare meno lontano, non più irraggiungibile, come in molti (Angel Nieto in testa) assicuravano fino a qualche tempo fa. A dare un ulteriore mano al nostro Campione italiano è l'autorevole intervento della storica penna del motomondiale Carlo Canzano, il quale precisa che le vittorie che può vantare il mitico Ago sono 122 e non 123 come qualcuno ha recentemente scritto e come lo stesso ex Campione della Mv Augusta sosteneva: alle 68 vittorie in 500 (record già superato da Rossi nella passata stagione) e le 54 nella classe 350 non può sommare la vittoria ottenuta nella 750, giacché quella classe aveva validità mondiale da se, senza rientrare nelle classi del motomondiale. Il record assoluto pare quindi alla sua portata: in fondo è l’unico obbiettivo che ancora gli rimane ed è certo che lo inseguirà con la stessa determinazione di quel sorpasso impossibile.
Fa caldo in Spagna, l'asfalto scioglie la gomma, paura di cadere, voglia di vincere, cuore che batte a mille, adrenalina in corpo.
Sono là, hanno gli stessi colori, la stessa moto, cambiano solo i cognomi.
In terra catalana sono abituati a vedere duelli forti, derapate, sorpassi al cardiopalma, ma non sanno cosa li aspetta.
Lorenzo sa di avere il pubblico dalla sua, vuole, prova, spera di fare un regalo che manderebbe in visibilio una nazione intera.
Ci prova Valentino, il tabellone segna -1, deve passare, deve far capire chi è il più forte, ma lo spagnolo non molla, è abituato agli scontri duri.
Staccatona, tutti e due aggrappati ai freni, le moto si inseriscono alla perfezione nella prima a destra.
Lo conoscono, sanno com'è fatto il Montmelò, ne fanno la loro seconda casa, scivola la moto, salgono le marce.
Il pubblico incita, sa che lo spagnolo farebbe il miracolo dell'anno, spinge più dei cavalli della M1, accompagna il suo eroe sul podio.
Finale difficile, curve veloci, ginocchia che sfregano l'asfalto, polso destro sensibile, tanto coraggio.
L'aveva sognato Valentino, un sorpasso all'ultima curva, dove non c'è spazio, dove non passa un'ago.
Non ci crede Valentino, il suo 46, quasi in un gioco di numeri fa 99, 99 come i piloti che non fanno prodezze del genere.
Stessa colori, stessa moto, cambiano solo i cognomi. Rossi e Lorenzo.
Tutto come in una corrida.Un duello entusiasmante tra istinto e razionalità,tra tattica e talento,tra gloria ed oblio:il Gran Premio di Catalunya nella classe MotoGp di domenica 14 giugno 2009 è parso ai più una trasposizione metaforica della tauromachia tipica dei Paesi ispanici con il ruolo di Matador ricoperto da Jorge Lorenzo e quello del toro da Valentino Rossi.I due assoluti protagonisti della scena hanno dato vita ad uno spettacolo indimenticabile,una strenua lotta tra torero e presunta vittima sacrificale con la folla aizzata dall'epico scontro e letteralmente in delirio per l'idolo autoctono.Lorenzo e Rossi si studiano a lungo,si scambiano colpi improvvisi alternati a lunghe pause ed infine accendono la sfida negli ultimi 3 giri lasciando a Casey Stoner il compito di regolare sul traguardo le comparse in questa straordinaria giornata.Infine il colpo di scena che nessuno si aspetta e che sublima la contesa:l'impensabile'incornata'di Rossi quando ormai il finale sembrava scritto con il trionfo del compagno di scuderia.Ultima curva dell'ultimo giro,il traguardo ormai prossimo:il capolavoro di Rossi che si infila in uno spazio che nessuno mai probabilmente avrebbe pensato di sfuttare se non lui ed ove nessuno mai probabilmente avrebbe avuto il coraggio di buttarsi.Un capolavoro.Astuzia,incoscienza,audacia,abilità tecnica e genialita:Rossi coglie la vittoria numero 99 in carriera precedendo di soli 95 millesimi il rivale cui comunque va riconosciuto l'onore delle armi.
C’è solo uno spiraglio, un piccolo spazio di 30 cm che a
160 km/ora diventa minuscolo. E’ l’unico modo per vincere.
Hai solo quell’occasione: allungare la staccata e riuscire
a mantenere la corda per impedirgli di aprire il gas e
farti superare in accelerazione.
Non fai in tempo a pianificare le cose che sei già davanti
Come se niente fosse la manovra perfetta è riuscita!
Lo hai sorpreso perché lì semplicemente non si può.
Perché nessuno mai, prima, aveva osato tanto.
Sei riuscito a fare ciò che neanche la moto stessa sa di
saper fare!E ciò che sembrava impossibile oggi è possibile.
Non ci è dato sapere quali siano stati i pensieri di Rossi
in quei secondi…avrà ragionato e pianificato ogni manovra
o avrà agito con il cuore, con l’istinto, con quella voglia
smisurata di vittoria che ancora oggi dopo anni di successi
lo divora? Sappiamo per certo che ancora un volta ha dato
una lezione di forza all’avversario.
Perché quando Valentino corre come piace a lui, si diverte
E quando si diverte guida così, ci regala capolavori così.
Sappiamo anche che oggi gli avversari sono i più tosti di
sempre e sono pronti a dargli battaglia per la conquista
del titolo. Oggi più che mai.
Perché vuoi mettere la soddisfazione di battere un Rossi
così? Magari all’ultima curva dell’ultimo giro?!
Quando senti i tuoi vicini di casa che urlano come dei dannati alle 14.40 c.ca di una domenica d'estate, quando in tutti gli stabilimenti balneari della riviera di tutta Italia alla stessa ora c'è gente che urla, che balla guardando una gara di moto, quando in tante case la gioia si spreca sempre a quell'ora, quando dalla montagna alla pianura tanti sono li a giore, a piangere, a ridere ... bambini, adulti, anziani, uomini, donne e pure gay. Quando alcuni interrompono il lavoro per guardare una gara di moto... beh allora non si tratta solo di un sorpasso all'ultimo giro sulla pista di Barcellona in un punto impossibile, non si tratta solo di un sorpasso al cavatappi nel 2008 ai danni di Stoner, non sono neanche i 99 successi o gli 8 titoli mondiali c'è qualcosa di più. Qualcosa che non si spiega con le parole, qualcosa che fa diventare tutto magico, speciale o spettacolare, qualcosa di incredibile, qualcosa che talvolta non conviene nemmeno più di tanto commentare. Questo ragazzo di 30 anni da Tavullia è un Eroe e non tanto per i titoli, quanto perchè è riuscito a unire milioni di italiani sotto un unico tetto, davanti alla TV in un unico grido e con un unica gioia, quella di vederlo sfrecciare ancora una volta davanti a tutti.
Grazie Vale.
Ancora una volta l'Houdinì della due ruote ci ha fatto vedere uno strepitoso numero. Il Copperfield della moto Gp, ci ha incantato con uno strepitoso numero. A differenza dei grandi maghi e dei grandi illusionisti Valentino non ha trucchi nè inganni, solo il suo talento.
Abbiamo visto tutti l'infilata in soli 35 centimetri, a 20 Km/h in più del suo amico-rivale di scuderia,Lorenzo.
Una magia che poteva costargli caro, ma non stiamo parlando di un semplice mago di provincia, stiamo parlando di una mago unico, riconosciuto da tutti.
A Valentino non bastava annichilire coloro che non credevano in lui con i suoi risultati da record, adesso si sta impegnando anche a dare lezioni di guida, di sorpasso, di equilibrio, di furbizia, d'intelligenza, di rischio come ha dimostrato ieri.
Il grande mago ci ha abituato che quando è secondo nell'ultimo giro tenta di sorpassare chiunque si trovi davanti, ma il numero di alta scuola a pochi metri dal traguardo non se l'aspettava nessuno, lo stesso Lorenzo lo ha dichiarato, e che comunque gli aveva chiuso la porta,lasciando un piccolo spiraglio in cui nessuno avrebbe mai tentato.
Questo lo puoi dire solo se hai a che fare con uno qualunque e non con un mago che quando t'aspetti che dal cilindro ti caccia il solito coniglio o la solita colomba, invece fa uscire un agnellino, perchè qua non siamo in una scuola di magia qualunque, siamo alla scuola di magia di Valentino Rossi.
Sin dal venerdì sul circuito catalano c'è un dominio Yamaha.I protagonisti del week-end sono proprio Lorenzo e Rossi che si alternano le posizioni nelle varie sessioni di prova.La pole va al pilota spagnolo che precede di soli 13 millesimi il pesarese.
A chiudere la prima fila,Casey Stoner,non brillante su questo circuito a causa di una scarsa condizione fisica e anche per una Ducati non perfetta.Seconda fila per Dovizioso,Elias ed Edwards.In partenza non succede niente che possa sconvolgere il corso della gara, con le prime posizioni tutte invariate.Rossi, Lorenzo e Stoner dominano la gara.
Intorno al quindicesimo giro,però,Stoner cede,non riuscendo a tenere il ritmo del pilota di Tavulia e di quello catalano.
A tre giri dalla fine Rossi sorpassa il "compagno" di squadra Lorenzo che poi reagisce,riuscendo a mettersi in testa a un giro dalla fine.Lo spagnolo chiude la porta dovunque Rossi possa passarlo ma, dove è impossibile passare,all' ultima curva,Rossi compie un miracolo.Lo sorpassa,dove mai nessuno aveva compiuto questa impresa.Riesce a tenere la corda arrivando sul traguardo per primo,precedendo Lorenzo,Stoner e Dovizioso.Ora il mondiale si fa più avvicente che mai,con i magnifici tre tutti a 106 punti.
Valentino,nel post gara,definisce questa gara una delle più belle della sua carriera,mentre il rivale Lorenzo, fa i complimenti al pesarese,definito anche il migliore pilota del motomondiale di sempre con 99 vittorie e 8 mondiali nel suo palmarès.
Campionato del Mondo 2009, Gran Premio di Catalunya, ultimo giro, quasi dopo un anno dalle prodezze di Laguna Seca si torna a scrivere una indimenticabile pagina del mondo dello sport.
Il protagonista è di nuovo di lui: Valentino Rossi con un ultimo giro al cardiopalma e sorpresa finale: sorpasso là dove nessuno aveva mai osato passare.
Un mix tra coraggio, incoscienza, determinazione, voglia di vincere e di mostrare di che cosa è capace a tutti coloro che non l’ hanno ancora capito o che non lo vogliono accettare.
Ed è così che l’incalcolabile, l’inaspettato diventano realtà e Valentino torna a sorprenderci e a sorprendere i suoi avversari quando ormai il gioco sembrava concluso.
Mai darlo per vinto sembra suggerirci con quel sorpasso.
E vince a casa dell’avversario Lorenzo, forse il più indisponente per il suo politically correct che invece cela quello che è giusto che sia: una forte rivalità.
Una gara dal significato profondo, perché nonostante ora Rossi, Stoner e Lorenzo si trovino a pari punti si percepisce che qualcosa inevitabilmente è cambiato.
La prossima gara si carica di una valore inaspettato: chi avrà il coraggio di rispondere ad una prodezza simile?
Valentino con la sua solita spontaneità, ma allo stesso tempo fermezza ribadisce che una delusione, neanche la più scottante come il Mugello, potrà fermare la volontà di chi vuol raggiungere il suo obiettivo.
Il campionato è più acceso che mai.
Vorrei comentare per un momento le idiozie di NICOLAGIUSEPPE.
Mamma mia, a rileggerle non ci credo ancora; tutto combinato?! Ma come si fa a dire sciocchezze del genere???
Ma tu hai mai corso in moto? Sei mai stato su quel circuito?? Sai come si affronta quella curva????
te lo dico io, no...in quella curva nessuno si aspetta un sorpasso ed è per questo che Lorenzo non ha "chiuso" (che poi...parliamone, ha tenuto una traiettoria corretta, era solo impossibile immaginarselo!!!).
Chiunque abbia corso anche a livelli dilettantistici sa che li non si sorpassa, punto!
Ma poi, hai visto i tempi? Parli di un arrivo combinato con tempi al limite? Gli accordi combinati sono totalmente diversi (leggasi Barrichello con Schumacher tanto per fare un esempio)!
Tu sei l'unico che se ne viene fuori con questa cagata, l'idea del complotto non è venuta in mente a nessuno.
O tu sei sei l'unico genio, o sei l'unico scemo.
Ai posteri l'ardua sentenza.
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