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Stoner: «Ducati competitiva ad Assen»

Stoner: «Ducati competitiva ad Assen»
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© Foto Liverani
 
L’australiano: «La Gp9 va bene. Ci manca solo un po’ di grip»
ASSEN (OLANDA), 22 giugno - Ad Assen per conquistare la testa del Mondiale in solitaria. Casey Stoner sabato in Olanda, settima prove del Motomondiale, cercherà di staccarsi da Valentino Rossi e Jorge Lorenzo in classifica, con cui condivide il primo posto. Quella olandese è una pista su cui la GP9 dovrebbe esprimersi al meglio. Il pilota della Ducati si era detto soddisfatto dopo i test post gara a Barcellona e adesso non vede l'ora di correre ad Assen dove in passato, con la sua Desmosedici, ha collezionato un primo e un secondo posto.

«Assen per me è particolare perché prima di correrci in MotoGP, e nonostante fosse uno dei circuiti che mi piacessero maggiormente, ero convinto che non fosse uno dei più adatti a me perché non vi avevo mai fatto granché nelle altre cilindrate - ha detto -. Invece nel 2006 ho ottenuto un risultato discreto e con la Ducati sono sempre andato forte. Considerando che la GP9 finora si è dimostrata competitiva su piste molto diverse tra loro, non vedo l'ora di tornare ad Assen. L'ideale sarebbe avere un altro fine settimana di bel tempo per poter lavorare bene sulla moto e trovare un po’ più di grip nel posteriore che per ora è la sola cosa che ci manca. Per il resto infatti sono contento: la moto curva molto bene e l'anteriore è stabile in frenata. Negli ultimi test non stavo ancora benissimo e non ho girato molto ma abbiamo fatto il lavoro che ci serviva e adesso cercheremo di metterlo a frutto nelle prossime gare».

Il suo compagno di squadra Nicky Hayden spera invece di continuare a migliorare il feeling con la Ducati. «Assen è una pista speciale per me, una pista che amo molto - ha detto lo statunitense -. L'ultimo "split" è il mio preferito perché ci sono diverse curve molto veloci, fondamentali per fare un buon tempo. In passato ad Assen ho corso alcune delle mie gare più belle, tra le quali la battaglia per la vittoria con Edwards nel 2006 resta la mia favorita. Nel 2007 sono salito sul podio e l'anno scorso mi sono mangiato le mani per averlo perso all'ultima curva. Ho tanto lavoro da fare, ne sono consapevole, ma io e tutta la mia squadra speriamo che la gara a Barcellona sia stata l'inizio di un cambiamento importante sul quale speriamo di costruire per il resto della stagione».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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