Dopo la guerra Fia-Fota si rischiano polemiche pure in MotoGP
Vota l'articolo
Si
-
No
-
© LaPresse
Derivate di serie contro i prototipi per aumentare le moto nel 2010
SACHSENRING, 18 luglio - Ma cos’è questa crisi, cantava quasi cinguettando Rodolfo De Angelis, un para- futurista la cui voce echeggia ancor oggi su radio e tv. Era il ‘33 e il mondo, da allora, è molto cambiato. Ma la crisi, quando arriva, ha sempre gli stessi connotati. E poi De Angelis, da buon compagno di strada di Marinetti e soci, sicuramente apprezzerebbe oggi il Motomondiale. Il problema è che quel dubbio seppure beffardo che sottindeva la sua canzoncella, oggi non ha più ragion d’essere: sappiamo tutti benissimo cos’è la crisi e soprattutto lo sa chi opera all’interno del circus a due ruote. Così come sa molto bene che da queste parti il brutto deve ancora arrivare. Perché se è vero che questo 2009 è stato finanziariamente orribile con i tristi eventi che si conoscono, è altrettanto vero che le conseguenze più dure saranno avvertite l’anno prossimo. La prova? Eccola: a fine luglio, nel recente passato, più o meno tutti avevano messo a punto budget, squadre e strategie. A tutt’oggi l’unico segnale di vitalità è fornito dalla Honda Hrc che sta cercando di aggiudicarsi Lorenzoe ha messo sotto contratto, girandolo al team Gresini, Marco Simoncelli. Ma per il resto tutto appare in alto mare con nubi nerissime che si addensano sul Motomondiale. Le grandi case vendono meno moto (anche -70% negli Stati Uniti), dunque hanno meno soldi da investire. Figuriamoci i piccoli team privati.
RIPARI - Correre ai ripari dunque bisogna. Fare in modo che nel 2010 vada in scena un mondiale vero e soprattutto con una griglia di partenza degna, più ricca di quella che domani qui al Sachsenring, annovererà la miseria di 17 moto; sperando che Vermeulen, ieri autore di uno spettacolare carpiato, sia della partita. La Dorna da sola non ce la fa più a supportare chi è in crisi (arieccola) e allora sta lavorando alla seguente idea. Mettere insieme una «nuova» MotoGp che assieme ai prototipi 800 cc schieri delle moto di cilindrata 1000 diremo «modificate», in modo da rendere pari le forze in campo. Tali moto sarebbero derivate da quelle di serie e dunque assai meno costose. E diventerebbero di proprietà di ogni singolo team. Un modo, secondo la Dorna, di allargare il gruppo, mantenere viva la competizione e diminuire le spese. Un modo però che ricorda qualcosa di già visto e certo in un periodo non troppo lontano nel tempo.
FORMULAMANIA - Una sola competizione con (di fatto) due livelli di potenzialità e di merito perché certo non si può pensare che una moto di questo tipo possa competere con la Ducati di Stoner: più o meno la stessa idea che aveva avuto Max Mosley qualche mese fa riguardo la Formula 1. La stessa idea che ha fatto sobbalzare sulla sedia Montezemolo e non solo lui e che ha portato allo scontro durissimo conclusosi con l’addio di Mosley e l’abbandono di quella medesima idea. Un precedente che forse potrebbe suggerire prudenza ma che invece non pare essere tenuto in grande considerazione. L’accordo tra Dorna e case costruttrici prevede che fino al 2011 le coordinate tecniche del Motomondiale non possano cambiare: ma è anche vero che la crisi per quanto riguarda lo sport delle due ruote, è adesso come la vita di Baglioni. E dunque è adesso che si deve trovare una strada per far sì che esista un campionato del mondo di motociclismo anche l’anno prossimo.
GUERRA? - Ecco: il problema è che di campionati del mondo di motociclismo ce ne sono due. E il secondo, la Superbike, potrebbe non essere proprio d’accordo con la possibilità che nel primo (la MotoGp) corrano delle moto derivate che è impossibile non vedere come simili o contigue a quelle che corrono sotto il proprio marchio. Qui non ci sarà una Fota a scagliarsi contro Carmelo Mosley o Max Ezpeleta, fate un po’ voi. Ma potrebbe anche scoppiare una guerra fra i due mondiali: una guerra che avrebbe presumibilmente conseguenze disastrose per entrambi i contendenti. «La verità è che dobbiamo trovare i modo di avere moto che costino poco perché sono in molti a volere i prototipi ma pochissimi a poterseli permettere - spiega Davide Brivio team manager della Yamaha -: quella di moto derivate con motori a costo «basso» e la possibilità per ognuno di costruirsi magari un telaio fai da te è un’opzione. Ma io non credo che ci si possa arrivare nell’arco di pochi mesi: casomai per l’anno successivo». Ma la maledettissima crisi è adesso. Purtroppo.