TORINO, 26 ottobre - Valentino
Rossi si conferma lo "special-one" della MotoGP e conquista il suo nono Mondiale al termine di una stagione combattutissima. Il pilota di Tavullia merita il voto più alto del campionato, ma i suoi rivali, come Lorenzo e Stoner, rientrano nella categoria "super". Ecco il Pagellone del Motomondiale.
-SUPER-
ROSSI 9 - Nel numero c’è tutto: i suoi Mondiali, l’anno domini del terzo Millennio, il quattordicesimo dell’era valentiniana, ma anche il voto che merita in pagella. Una grande stagione la sua, corredata dalle solite statistiche da fenomeno ( 6 vittorie, 12 podi e 7 pole in 16 gare), però anche da tre cadute ( Le Mans, Donington e Indy) e un passo falso ( Estoril). Segno soprattutto che il livello della sfida è stato più alto e stressante che mai. D’altronde mai Valentino s’era trovato a combattere con un avversario all’interno del suo box, seppure separato da un muro. Mai ha dovuto battere chi aveva la sua stessa moto e le sue stesse gomme. Senza contare che l’avversario è decisamente più giovane ( 8 anni) e poco propenso a farsi condizionare dalle iniezioni letali del Dottore. Rossi ha superato anche questa prova. La « più dura » , come ha riconosciuto. E l’ha fatto condendola con momenti magici: la riedizione a distanza di dieci anni della scenetta della pipì nel cesso pubblico a Jerez, il sorpassone all’ultima curva dell’ultimo giro a Barcellona, la vittoria numero 100 ad Assen, il casco e le orecchie da Ciuchino sul podio a Misano, dove ha cancellato l’asinata di Indy, la gallina qui. Inimitabile.
LORENZO 8,5 - Ha lottato fino alla fine, tenendo viva la lotta Mondiale e mettendo sotto pressione Valentino. In pista e fuori, dove ha conquistato il pubblico e la stampa modulando spettacolo, intelligenza e quella dose di paraculismo ( anche Vale lo sa) che non guasta, nonché i gran capi della Yamaha che non solo l’hanno messo nelle stesse condizioni del compagno, ma anche confermato un contratto dicendo di fatto a tutti, compreso Rossi, che è lui l’uomo del futuro. « Una bella bega » , come dice Vale. Dal quarto posto nella stagione d’esordio al secondo in questa, impreziosita da ( 4 vittorie, 11 podi e 5 pole): che progresso. Restano però ancora troppi gli errori, compreso quello da ansia di ieri. Non è saltato per aria come nel 2008 ( 5 zero in classifica), ma con 4 cadute ( specie il tamponamento di Phillip Island) non si batte Valentino. Mitico quando all’Estoril ha festeggiato la vittoria mimando, con tuta e casco appositi, il primo passo dell’uomo sulla luna. In decollo.
YAMAHA 9 - La moto migliore ( 10 vittorie e 5 doppiette in 16 gare) e la capacità di gestire una situazione esplosiva: la classica convivenza di due galli nello stesso pollaio. Aggravata dalle conseguenze delle scelte ( fatte e da fare) di mercato. Il muro è servito. E s’è assicurata anche il dopo Vale ( che spera più lontano) con Ben Spies. Unico neo la rottura finale nella metà del box di Lorenzo, con l’addio del team manager Romagnoli. Padrona.
STONER 8,5 - In corsa per il Mondiale fino al sesto GP, dopo il quale era in testa alla classifica a pari punti con Rossi e Lorenzo. Ma già a Barcellona, dove è salito sul podio piangendo dalla sofferenza sono iniziati i guai fisici che l’hanno limitato per altre 4 gare fino allo stop estivo ( 3 GP saltati) con annesse polemiche, voci e insinuazioni per una situazione non del tutto limpida. Lui l’ha chiarita rientrando col 2 ° posto all’Estoril e le vittorie a Phillip Island e qui in Malesia, tornando a superare Rossi nel numero di centri da quando esistono le 800 ( 20 a 19) e dicendo a tutti che nel 2010 sarà di nuovo in corsa per il titolo. Ma dovrà cambiare anche la propensione a macerare dentro sé stesso i suoi problemi. Esplosivo.
- PROMOSSI-
PEDROSA 7 - L’hanno inserito tra i cosiddetti Fantastici Quattro del Mondiale. Più che un supereroe però sembra un robottino fragile come le sue ossa. Però lotta. Vince ( Laguna Seca), colleziona podi ( 10), ma anche cadute e distacchi abissali. Non è sostenuto dalla Honda ( voto 5,5), che ha il motore migliore e soprattutto i mezzi più imponenti ( anche se chi ha più sponsor è la Ducati, voto 7: è più alla portata di chi non si chiama Stoner, ma non ancora del tutto), però non riesce a mettere insieme tutti i pezzi. Immarcescibili i giapponesi ( che però hanno già strappato tre tecnici alla Yamaha per il 2010), senza guizzo lo spagnolo.
MELANDRI 7 - Doveva essere l’uomo che non c’è, appiedato dalla Kawasaki appena scelta. Poi è stato salvato dalla Dorna e dal team Hayate. Ma siccome le moto non sono la Formula 1 e la Yamaha non è la McLaren ( come la Ducati non è la Ferrari), era impensabile ripercorrere la favola di Button e della BrawnGP. Anche perché non c’erano pezzi di ricambio, altro che sviluppo. Però Macio ha cancellato l’incubo Ducati 2008, approfittando anche dell’occasione Le Mans per tornare sul podio ( 2 ° ) . S’è meritato l’occasione Honda nel team Gresini, dove però troverà l’ingombrante Simoncelli. Rinato.
CAPIROSSI 6 - Continua a inseguire il podio numero 100 della sua carriera magnificamente giurassica. A sprazzi ha dimostrato che nonostante i suoi 36 anni resta uno che in pista può fare la differenza, nonostante non sia assistito da una Suzuki ( voto 5) che continua a cambiare, sviluppare e promettere, ma anche a non schiodarsi dalla pancia del gruppo. Testardo.
-BOCCIATI-
DE ANGELIS 5,5 - Basterebbe il secondo posto di Indy per salvare la stagione, ma non è ancora sicuro di poter vivere la prossima. Perché? Si lamenta, è spesso sopra le righe ( chiedete ad Hayden). Il talento da solo non basta. Fragile.
DOVIZIOSO 5 - Ok, la Honda continua ad avere problemi, ma Andrea va a intermittenza. Alterna GP anonimi alla prima vittoria ( Donington) della carriera in MotoGP. E soprattutto troppe volte è lì lì per lasciare il segno, ma non ci riesce. Senza contare che ha anticipato all’autunno il letargo invernale. Incostante.
CANEPA 4,5 - Non sarà il quinto italiano in pista 2009. Certo, passare da un anno sabbatico alla MotoGP è un triplo salto mortale, ma lui se l’è giocata davvero male. Vale il discorso di De Angelis: il talento non basta. Bambino.