MotoGp, stagione addio: ora test a Valencia
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Sulla pista spagnola cominciati i primi test per la stagione 2010
VALENCIA, 9 novembre - Nemmeno il tempo di mettere in ordine le idee per tracciare un reale bilancio della stagione 2009, che una nuova annata sportiva inizia. I tempi si sono accorciati in modo incredibile. Ieri la conclusione del campionato e oggi, sempre a Valencia, già i primi test per il prossimo mondiale. In pista anche Valentino Rossi, che deve iniziare a sgrossare il nuovo telaio della sua Yamaha, sperando che i giapponesi lavorino ancora sul motore della M1 per recuperare qualche cavallo in più. In Spagna gli ultimi tre podi delle diciassette gare corse in questi ultimi otto mesi hanno visto più o meno rispecchiare i valori in campo già espressi.
PEDROSA, STONER E LORENZO, SEMPRE LORO - A Valencia non c'è stata nessuna novità eclatante. In Motogp, tranne per il volo dell'australiano Casey Stoner nel giro di allineamento, sono sempre stati Pedrosa, Rossi e Lorenzo a fare la gara. In 250, Simoncelli non è riuscito a confermare il suo titolo prima di salire in sella alla Honda Motogp del Team Gresini, ma ha fatto vedere ancora una volta di essere un pilota generoso. Nonostante tutto, Simoncelli è quello che ha vinto di più nel 2009 ed arrivare a giocarsi la corona all'ultima gara con cinque zeri in classifica, significa aver portato a casa il più alto numero di podi e vittorie rispetto al neo iridato Aoyama. Il giapponese, dal canto suo, è riuscito in una piccola impresa, quella di guadagnare l'ultimo mondiale piloti della quarto di litro con una Honda, impresa che non riusciva dal 2005, da quando cioè il mattatore della 250 era un certo Dani Pedrosa.
LA VICENDA AOYAMA - La curiosità è quella che la moto di Aoyama, una Honda 250 che non riceve sviluppo e aggiornamenti dal 2006. La 125, al termine della stagione 2009, esce, invece con le ossa rotte se consideriamo i piloti italiani. Andrea Iannone e Simone Corsi erano i cavalli sui quali puntare. Ma nessuno dei due ha brillato. Ci sono dei motivi per la nostra "Caporetto", ma gran parte delle responsabilità vanno al modo in cui questi due piloti hanno gestito quest'annata agonistica. Corsi, che aveva avuto la possibilità di cambiare team e cilindrata (dalla 125 alla 250) dopo aver finito il 2008 ad un passo dal titolo, non ha colto l'occasione e a metà stagione si è trovato costretto a cambiare team per l'incopatibilità con la struttura tutta spagnola che lo ospitava. Da quel momento in poi il romano ha iniziato a fare risultati, ma ormai era troppo tardi. Iannone ha brillato nella prima parte della stagione, ha fatto alcuni errori di guida, ma a Misano ha avuto uno scatto di nervi eccessivo dopo l'incidente all'ultima curva con lo spagnolo Pol Espargaro. I due si giocavano la vittoria e il contatto a pochi metri dal rettilineo, provocato dall'italiano, poteva rimanere un incidente di gara isolato. Invece una brutta reazione all'irritazione dello spagnolo, ha costretto Iannone ad un silenzio stampa (imposto dal team) che è durato fino a ieri.
STONER, LA STRANEZZA PIU' EVIDENTE - In Motogp, la stranezza più evidente è stata la questione Stoner. L'australiano, dopo la gara di Donington in Inghilterra, decideva di rimanere in patria per farsi curare i malesseri accusati sin dal Gp di Barcellona. Sparito per 2 mesi e per tre gare, Stoner si è ripresentato in Portogallo più in forma che mai, conquistando da quella gara a fine stagione un secondo posto e due vittorie. Il mistero ancora avvolge la patologia medica del pilota della Ducati, che spiega i suoi cali di prestazioni in gara a bassi livelli nella chimica del suo corpo. Il precedente comunque ora c'è. Nessun pilota prima d'ora aveva saltato dei Gp se non per gravi fratture patite in gara. Lo stesso Valentino Rossi, con 103 gare vinte e nove titoli mondiali nel cassetto, non ha mai saltato una gara in carriera. Oggi è ufficialmente iniziata l'avventura di Simoncelli in Motogp: Con lui nei test di Valencia su circuito Ricardo Tormo anche gli altri debuttanti della classe regina: Hector Barbera, Alvaro Bautista e Ben Spies.