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Burgess: «I test porteranno la Ducati in alto»

Il tecnico Ducati spiega l'importanza per la Rossa bolognese di impiegare Valentino Rossi e Nicky Hayden nello sviluppo della nuova Desmosedici, al pari di quanto fece la Honda anni fa

Burgess: «I test porteranno la Ducati in alto»© LaPresse

BORGO PANIGALE, 20 Dicembre – Le nuove regole della MotoGP, che consentono di utilizzare i piloti titolari nei test molto di più che in passato, saranno importanti per la Ducati, che deve provare il più possibile il nuovo telaio perimetrale. In precedenza, con le restrizioni di test, la Ducati poteva utilizzare Valentino Rossi e il compagno di squadra Nicky Hayden in un numero limitato di giorni di test prefissati, impiegando il collaudatore Franco Battaini per lo sviluppo della moto. Rossi ha protestato frequentemente per questa penalizzazione in quanto Ducati è stata ostacolata dal divieto di test stagionali: il pesarese ha avuto ragione, le sue tesi sono state accolte dal governo della MotoGP e le nuove regole limiteranno i piloti soltanto nei 120 penumatici annuali a loro disposizione. «Per noi che abbiamo la necessità di essere più competitivi dobbiamo fare i test con i nostri migliori piloti», ha spiegato Jeremy Burgess, capotecnico di Valentino Rossi al sito MCN. «Abbiamo l'obbligo per gli appassionati Ducat di essere assolutamente competitivi e se siamo dietro abbiamo bisogno di fare test con la nostra linea di piloti ufficiali. E' l'unico modo per andare avanti».

DIVIETO DI TEST A VANTAGGIO DI TUTTI – Burgess spiega come la decisione della Dorna e della FIM avvantaggia tutti i team, non solo la moto bolognese: «Altre scuderie avranno le stesse regole e se non è necessario i test si potranno non fare. Vogliamo solo essere più competitivi e abbiamo bisogno di lavorare insieme ai nostri piloti, non solo Valentino, e portare in alto questa moto molto rapidamente. Negli anni passati la Honda era nella stessa posizione della Ducati, Dani Pedrosa non ha vinto molte più gare di Casey Stoner in quel periodo, quando la Yamaha era la moto migliore fra tutte. Ora forse la Honda dominerà per alcuni anni, ma la Ducati deve lottare comunque tra i primi e non stare nelle retrovie», ha concluso il tecnico di fiducia di Rossi.

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