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Dovizioso: «Cambiato il senso delle mie parole su Rossi»

Il romagnolo spiega la sua versione in merito alle dichiarazioni fatte in Argentina secondo cui attaccava pesantemente il futuro del ducatista: «Sono stato travisato»

Dovizioso: «Cambiato il senso delle mie parole su Rossi»© LaPresse

FORLI', 21 Dicembre - Andrea Dovizioso è molto infastidito per la polemica che è montata a seguito delle parole riportate da un organo di stampa sudamericano e da lui rilasciate durante la presentazione del GP di Argentina di settimana scorsa. Tutto è nato per una frase travisata ed erroneamente tradotta, in cui il pilota ex Honda avrebbe affermato che Valentino Rossi non avrebbe vinto gare nemmeno se avesse guidato una moto giapponese. La frase ovviamente ha fatto infuriare il ducatista, che ha fatto pesare i suoi 9 titoli mondiali vinti: «Quando uno sportivo vince qualcosa di importante esce il suo vero carattere. Il problema è che lui non ha vinto», ha replicato il pesarese su Twitter. Dopo essersi sfogato sia su Facebook che su Twitter a sua volta («A qualcuno piace riscrivere le dichiarazioni altrui per creare polemica. Mi sorprende che altri, con maggiore esperienza, ci caschino»), il neo pilota della Yamaha Tech3 ha spiegato a Sport Mediaset la polemica che qualcuno ha voluto costruire ad arte. «E' stato distorto completamente il senso delle mie parole, il passaparola sui siti e sugli organi di informazione trasforma le cose», ha spiegato il romagnolo. «Ma questo secondo me Valentino, che è una persona intelligente ed esperta, lo sa e lo capisce molto bene. Son tornato dall’Argentina e mi han detto che avrei parlato con arroganza e presunzione di lui. E’ falso. Non me lo sogno neanche, so chi è Rossi e non sono mica stupido».

RIVALITA' NEI RALLY – Il discorso della rivalità è sempre stato tipico della cultura italiana, si pensi alle coppie rivali Coppi-Bartali, o per rimanere nell'ambito motociclistico Agostini-Pasolini, Rossi-Biaggi o anche Simoncelli-Dovizioso. La nuova contrapposizione tra il ducatista e il yamahista nasce dai rally, dapprima col secondo posto di Valentino al Rally di Monza e poi dopo l'analogo piazzamento di Dovi al Memorial Bettega del Motorshow, dove il vincitore Peter Solberg ebbe l'ardire di affermare che il forlivese era più bravo sulle quattro ruote di Rossi. L'ex alfiere della HRC spiega cosa intedesse veramente dire in Argentina: «La Ducati non ha davanti un periodo facile perché è difficile ribaltare completamente una moto e averla che funziona bene da subito. Soprattutto quando ti misuri con la Honda e la Yamaha che partono da basi entrambe molto riuscite e vincenti. Mi pare ragionevole. E ho detto pure che anche se Rossi fosse in sella ad una giapponese forse non sarebbe il dominatore che è stato in passato perché si misura con degli avversari molto forti. Che non significa assolutamente che è finito o che non possa più vincere gare o il mondiale. Non scherziamo», ha concluso.

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