Dovizioso: «Con la Yamaha per sfruttarne il potenziale»
Il romagnolo vuole salire in sella alla M1 per poter conoscere la sua nuova moto e capirne le potenzialità assieme al compagno di squadra Crutchlow
 FORLI', 20 Gennaio – Andrea Dovizioso, in attesa dopo la frattura alla clavicola di poter prendere parte ai test di Sepang con la sua nuova squadra, la Tech3, e con la nuova moto, spiega le sue difficoltà per ambientarsi sulla M1 dopo dieci anni di Honda, ma è felice di contare sulla collaborazione del compagno di squadra Cal Crutchlow. «Non è stato solo nelle ultime gare che ho cercato di capire il prototipo Yamaha», ha spiegato il romagnolo sul sito della MotoGP. «E' normale studiare sempre le altre moto, soprattutto quando si fa parte di un team ufficiale. Osservo Yamaha dal primo anno in cui sono arrivato in MotoGP. Però, finché non la si prova, è difficile comprendere gli aspetti negativi e positivi di una moto. Si può apprendere qualcosa, ma non tutto. Sono contento di avere Cal Crutchlow come compagno di squadra, lo ritengo un bravo ragazzo e un buon pilota. E' arrivato nel Campionato del Mondo con molta meno esperienza sulle spalle rispetto a quanto ha fatto in Superbike e Supersport, eppure è qui, e questo vuol dire che è dotato di talento. Credo che nessuno sappia esattamente qual è il limite di Cal, perché è in MotoGP da solo un anno ed è anche finito a terra in qualche occasione, ma sono sicuro possa rivelarsi molto competitivo. Non so dire quanto, ma sono comunque contento di poter lavorare e sviluppare la moto con lui».
FELICE PER I RISULTATI CON LA HONDA – Malgrado gli sia stata tolta la fiducia in modo decisamente irriconoscente, Dovizioso ha un bel ricordo dei suoi dieci anni con la moto giapponese. «I risultati che ho raccolto sono stati positivi, soprattutto nel 2011, ma naturalmente non sono bastati. Da fuori è difficile comprendere il livello a cui siamo arrivati, ma nessuno può essere felice al 100% con un terzo piazzamento. Per chi è dell'ambiente risulta subito chiaro la difficoltà che un risultato simile richiede, e proprio per questo sono estremamente soddisfatto». Infine, un pensiero per la sua bimba di due anni, a cui ha qualche mese fa dedicato un tatuaggio: «Da quando mia figlia è nata, la mia mentalità è cambiata parecchio. Negli ultimi due anni ho raccolto i miei risultati migliori, ed ogni cosa è diventata ancora più speciale nel momento in cui lei è arrivata. E' bellissimo essere padre. Sono molto giovane ma sono convinto che quanto successo mi abbia aiutato molto nell'affrontare le competizioni», ha concluso il neopilota della Yamaha.




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