SBK, Roger Burnett esalta la Ducati
Una moto incredibile con dietro un progetto vincente
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DONINGTON - Rossa, rumorosa e con un carattere da non crederci. E' la descrizione della Ducati che fa Roger Burnett, primo pilota "poleman" nella storia del Mondiale Superbike, recentemente entrato nella "SBK Hall of Fame". Venticinque anni dopo la partenza del Campionato SBK Burnett ripercorre le tappe principali e ricorda come il team di Borgo Panigale si fosse presentato «quasi senza esperienza: nel paddock in pochi conoscevano la moto, ma era un progetto interessante e, soprattutto, vincente. In più c'era Marco Lucchinelli in sella, davvero fenomenale. E' incredibile che, 25 anni dopo, la Ducati è ancora al vertice, sempre competitiva in questo periodo di tempo».
IN SBK L'ESORDIO A 4 TEMPI - L'esordio della SBK suscitò grande interesse, segnando di fatto l'esordio delle moto a quattro tempi su circuiti da Gran Premio. «Prima della Superbike si parlava di questa tipologia di moto soltanto nell'ambito del TT-F1 - dice ancora Burnett - di fatto esclusivamente nelle corse su strada. Mi ricordo un grande entusiasmo per l'istituzione di un vero campionato mondiale con 12 eventi nel calendario e due gare nello stesso fine settimana. Una formula vincente, appassionante per il pubblico in pista e davanti alla TV: non è un caso che, 25 anni dopo, la Superbike ha conservato la propria identità. Nell'ultimo periodo anche la MotoGP è passata alle moto a 4 tempi, ma la SBK lo aveva già fatto con largo anticipo: senza dubbio un vantaggio non da poco».


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