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Bettarini jr, condannati gli aggressori: «Non vogliamo risarcimenti, giustizia è fatta»
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Bettarini jr, condannati gli aggressori: «Non vogliamo risarcimenti, giustizia è fatta»

Il gup Guido Salvini ha inflitto pene fino a nove anni di reclusione ai ragazzi accusati di averlo picchiato e accoltellato fuori da un locale lo scorso primo luglio

venerdì 18 gennaio 2019

TORINO - "Rinunciamo a qualsiasi risarcimento, volevamo solo che fosse fatta giustizia. E giustizia è stata fatta". Niccolò Bettarini, il figlio 20enne di Stefano e Simona Ventura, commenta così la sentenza di condanna  per tentato omicidio dei quattro ragazzi che lo hanno aggredito all'esterno della discoteca milanese Old Fashion. "E' andata anche meglio di quanto sperassimo", ha detto il legale di Bettarini, l'avvocato Alessandra Calabrò, "l'Italia è un paese dove la giustizia ancora sorprende".

LA SENTENZA - Il gup di Milano Guido Salvini ha condannato, con il rito abbreviato, a 9 anni di reclusione Davide Caddeo, che ha accoltellato Niccolò Bettarini lo scorso primo luglio, e gli altri tre imputati - Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakej - rispettivamente a 5 anni e 6 mesi, 5 anni e 6 anni e mezzo. A loro il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche e del "reato non voluto", perché Ferzoco, Arapi e Jackej non sapevano che Caddeo fosse in possesso di un coltello.

LA LITE - Stando a quanto ricostruito nel processo, anche con le testimonianze in aula, Ferzoco e la sua compagnia avevano avuto nei giorni precedenti una lite in un altro locale con un amico di Bettarini. Lite che si è riaccesa quella notte del primo luglio all'Old Fashion con l'aggressione che avrebbe potuto avere conseguenze letali per il giovane Bettarini, salvato dagli amici. Due ferite, da quanto è emerso da una perizia medico legale disposta dal gup, erano penetranti e in corrispondenza di organi vitali, anche se non li hanno raggiunti. Il 20enne è anche stato operato all'ospedale Niguarda per recuperare la piena funzionalità della mano destra. 

ATTI E VERBALI ALLA PROCURA - Il pm Elio Ramondini aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione per tutti gli imputati, ma il gup Salvini ha ritenuto di diversificare le posizioni degli imputati. Nel corso del processo, la presenza di un secondo accoltellatore ha continuato ad aleggiare ma non è stato possibile accertare se effettivamente quella sera fuori dalla discoteca ci fosse una seconda persona armata. Salvini ha poi disposto un risarcimento di 200mila euro a titolo di provvisionale e trasmesso gli atti e i verbali delle testimonianze alla Procura perché indaghi anche su altre persone che possono aver partecipato all'aggressione. 

NIENTE RABBIA - "Finalmente è finito questo periodo tremendo" ha aggiunto Niccolò Bettarini che non prova rabbia verso i suoi aggressori. "Ovviamente all'inizio il sentimento è quello che è. Andando avanti nei mesi ho metabolizzato la vicenda in un modo diverso, mi sono immedesimato dall'altra parte e ho inquadrato la vicenda in modo diverso. Il giudice mi ha anche parlato dei precedenti, della vita che c'è dietro questo ragazzi. Questo non giustifica quello che hanno fatto, ci mancherebbe altro, però vedere che hanno un passato così problematico fa anche molto pensare che non siamo tutti uguali, che abbiamo vite diverse, storie diverse, esperienze diverse, però si può sempre cambiare e migliorare".

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