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Laureus Real Heroes - Charl Jensel: "Lo skateboard è vita"

Laureus Real Heroes - Charl Jensel: "Lo skateboard è vita"

 Charl Jensel  è cresciuto a Cape Flats, oggi sovrintende alle attività dell'Indigo Youth Movement nel Capo Occidentaletwitta

venerdì 15 aprile 2016

Pensando al quartiere del Bronx, le arti marziali potrebbero essere una delle ultime cose a venire in mente. Tuttavia, sono tutto per i ragazzi di "Fight Back".

Il 27enne Charl Jensel, alto più di un metro e ottanta, sfoggia un ampio sorriso e una capigliatura in stile afro. Dopo cinque minuti di conversazione, sorride, scherza e sembra contento e motivato: lo sport che ama è alla base del suo buonumore.

"Quando si mette piede su uno skateboard si cerca subito di imparare qualcosa", dice con entusiasmo. "Vedi un trick fantastico e vuoi farlo in prima persona. Questo crea un obiettivo. Se ne diventa dipendenti e non si torna più alla vita precedente."

La vecchia vita a cui allude Charl era difficile. È cresciuto a Cape Flats, nel Capo Occidentale del Sudafrica e, come molti ragazzi del luogo, per lui rimanere a scuola era difficile. Ha frequentato le persone sbagliate, ha abbandonato la scuola e si è messo nei guai. "Attualmente nella mia comunità l'abbandono scolastico è la norma", afferma. "La vita di strada è governata dalle droghe e dalle gang. I modelli dominanti incoraggiano i giovani a compiere azioni negative."

Laureus Real Heroes - Charl Jensel: "Lo skateboard è vita"

Charl si definisce un ragazzo fortunato. Lo skateboard è stato la sua salvezza. Oggi sovrintende alle attività dell'Indigo Youth Movement nel Capo Occidentale, un programma sostenuto da Laureus che veicola modelli comportamentali attraverso lo skateboard, sia a Durban che nel Capo Occidentale del Sudafrica. Nelle comunità in cui il programma è in atto, le zone più popolate delle township, la vita è particolarmente dura.

"Il ragazzo che è stato sepolto aveva solo 16 anni".

"Queste comunità hanno pochi modelli da seguire e hanno molte distrazioni negative, per questo il programma è così importante. Molti ragazzi mi dicono che, se non fosse stato per lo skateboard e per questo programma, oggi si troverebbero nei guai.

Charl continua a raccontare. Si considera un "fratello maggiore" per i ragazzi più giovani che partecipano al programma e parla candidamente di un recente incidente.

"Un ragazzo di sedici anni che partecipava al programma è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco", racconta Charl diventando improvvisamente serio. "Circa un mese prima che accadesse, aveva cominciato a non venire più ad alcune sessioni del programma e a frequentare persone sbagliate. In quel momento le nostre comunità erano vittima della guerra tra gang. È stato ucciso per sbaglio, per uno scambio di persona.

Il ragazzo che è stato sepolto aveva solo 16 anni, era uno di quelli che avevo riportato a scuola. I ragazzi lo sanno, se non partecipi al programma puoi metterti nei guai. Questa è la situazione in Sudafrica."

"Ho cominciato sui cordoli”, dichiara parlando dei suoi primi passi con lo skateboard. Lo skateboard gli ha dato degli obiettivi, una possibilità e una via di uscita dalla comunità in cui si trovava.

Una nuova mentalità

Dallas Operholzer, lo skateboarder numero 1 in Sudafrica, che gestiva l'Indigo Youth Movement a Durban, ha contattato Charl chiedendogli di far nascere qualcosa di positivo nella sua comunità.

All'inizio, Charl ha rifiutato. "Avevo una mentalità chiusa, non pensavo che lo skateboard fosse uno sport. Non capivo il potere che aveva." Dopo avere incontrato Dallas, Charl si è ricreduto e ha deciso di agire per dare il suo contributo.

"Ho visto il progetto, il programma in azione e il rispetto che i ragazzi nutrivano tra di loro e verso i più grandi. Era ciò che mancava nel paese in cui sono cresciuto e ho così deciso di scendere in campo. Volevo essere l'artefice di un cambiamento".

Grazie al suo coinvolgimento in Indigo, Charl è entrato nel programma Laureus Youth Empowerment through Sport (YES), un'iniziativa che consente ai giovani di diventare dei leader, impartendo preziose lezioni di vita attraverso lo sport.

Grazie a questo cambiamento di mentalità, Charl è tornato a scuola. Migliorando come skateboarder e diventando un mentore per i giovani, ha cominciato a rendersi conto delle possibilità che lo circondavano. "Mi sentivo come se mi mancasse qualcosa", ricorda. Dopo aver parlato con i suoi genitori, ha avuto il sostegno necessario per tornare al college e terminare gli studi. Tutto questo solo due anni dopo aver messo piede su uno skateboard.

Sebbene sia responsabile di un programma sportivo, il ruolo di Charl va oltre gli half-pipe degli skate park. "Ieri, uno dei ragazzi mi ha chiesto di aiutarlo a tornare a scuola. Quando ero più giovane sono stato assente per 70 giorni da scuola e ora dico a tutti i partecipanti al progetto di non abbandonare la scuola; e questo grazie allo skateboard."

Tony Hawk, membro della Laureus Academy, che si è reso conto di persona dell'impatto del programma sui giovani della comunità locale ha affermato: "Indigo è la dimostrazione che lo skateboard può cambiare il mondo".

Un futuro leader

Charl la prende con filosofia quando parla del futuro del progetto e degli obiettivi che persegue con la sua comunità: "Sono stupito del fatto che posso cambiare le vite di questi ragazzi. Ogni giorno imparano cose diverse e questo è molto importante, è così che si cresce. In tutta onestà, senza il sostegno del progetto questi ragazzi si sarebbero persi e non avrebbero avuto nulla. Ora hanno speranze, sogni e una via di uscita".

 

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