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Laureus in Sudafrica, così con lo sport si salvano i bambini 

Laureus in Sudafrica, così con lo sport si salvano i bambini 

In una zona vicino Cape Town il progetto della Laureus Sport For Good Foundation toglie centinaia di bambini dalla strada, preservandoli dai pericoli rappresentati dalla droga e dalle gang criminali con un parco da Skateboard  twitta

martedì 12 aprile 2016

dal nostro inviato Valerio Minutiello

CAPE TOWN (SUDAFRICA) - Lo sport può salvarti la vita. Quando intorno ci sono solo lamiere, desolazione, gang criminali, droga, malattie e un futuro nero, può bastare un pallone, o una tavola da skateboard per far tornare il sorriso a tanti bambini. Succede in tutto il mondo, specialmente in quei posti dove crescere è una sfida continua. Cape Town è uno di questi: la capitale legislativa del Sudafrica è una delle metropoli del pianeta dove la differenza tra ricchi e poveri è più forte.  La città è splendida, pulita, con ville e hotel di lusso da lasciare senza fiato. In alcuni quartieri affacciati sull'Oceano Atlantico sembra di stare a Miami o Los Angeles. In centro, vicino al porto di lusso, domina lo stadio super tecnologico costruito per i Mondiali del 2010 e ora usato per i concerti e poco altro. Appena si esce dalla città però, le ville di lusso lasciano il posto alle township: immensi agglomerati extraurbani formati da case costruite con lamiere, dove vivono i neri in condizioni di povertà assoluta. È l'eredità lasciata dall'apartheid, quando i neri furono cacciati dalle loro case in città. In queste township comandano le gang criminali, l'hiv è diffusissimo e per un bambino è molto facile perdersi. Quasi tutti lasciano la scuola prima dei 16 anni. In posti del genere lo sport ha la forza di non farti cadere nel burrone, può salvarti davvero.

I PROGETTI IN ITALIA

SULLA VIA DI MANDELA - È proprio questa la missione della Laureus Sport for Good Foundation, che supporta più di 150 progetti in tutto il mondo (alcuni anche in Italia) e dal 2000 ha raccolto oltre 100 milioni di Euro per iniziative che hanno aiutato a migliorare le vite di milioni di giovani. Di tutti i progetti però, quelli del Sudafrica hanno un qualcosa di speciale. Perché questa è la patria di Nelson Mandela, che guida la filosofia della Laureus. «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo - disse in un discorso ai Laureus World Sports Awards di Monaco nel 2000 - può essere fonte di ispirazione, unire le persone come ben poche altre cose riescono a fare. Lo sport può creare la speranza lì dove precedentemente c’era solo disperazione». Il grande "Madiba" è morto nel 2013, ma la sua presenza qui si respira ancora dappertutto.

IL PROGETTO - Kleinvile, mezz'ora di macchina da Cape Town, è un villaggio Zulu rurale dove regna la povertà e la criminalità (GUARDA LE FOTO). Una zona in cui vivere è molto difficile, quasi ogni sera si sentono dei colpi di pistola. Il giorno però, quando splende il sole, c'è un posto in cui non si vedono lacrime, ma solo sorrisi: un'oasi di pace e serenità. È la sede del parco da Skateboard gestito dalla Laureus per il programma Indigo Youth Movement, dove centinaia di bambini e adolescenti passano le loro giornate, invece di essere risucchiati dalle gang criminali.

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LO SKATEBOARD COME SALVEZZA - Tutto quello che vogliono qui i bambini o i ragazzi è una tavola da skateboard. Alcuni non hanno neanche le scarpe, ma per loro non ha importanza. A guidarli c'è Charl Jensel, 27 anni, uno di loro. Prima di "salvarsi" grazie allo skateboard anche lui stava per cadere in mano alle gang criminali. Aveva abbandonato la scuola e stava prendendo la strada sbagliata, poi grazie allo sport è come rinato: ha ripreso gli studi ed è tornato a sorridere. Adesso è l'esempio da seguire per tutti quelli che nel parco di Kleinvile lo seguono con un entusiasmo contagioso: «Quando sei qui vedi un trick fantastico e vuoi farlo in prima persona - dice con un grande sorriso e la capigliatura afro sotto il cappello - questo crea un obiettivo. Se ne diventa dipendenti e non si torna più alla vita precedente. Queste comunità hanno pochi modelli da seguire e hanno molte distrazioni negative, per questo il programma è così importante. Molti ragazzi mi dicono che, se non fosse stato per lo skateboard e per questo programma, oggi si troverebbero nei guai».

SI PARLA DI CALCIO - Con Charl c'è anche Dallas Operholzer, lo skateboarder numero uno in Sudafrica che gestisce il parco skate di Durban. È stato lui a convincerlo a diventare il punto di riferimento del programma Laureus a Cape Town. Capelli biondi lunghi, occhi celesti, immancabile berretto, uno skater perfetto. Un vero e proprio guru per i tanti che si cimentano con lo skate. Qui comunque non c'è competizione, l'obiettivo non è formare campioni, ma solo dare loro un futuro migliore, educarli al rispetto delle regole. Lo skate è il pretesto, ma c'è anche chi viene in questo parco solo per divertirsi in allegria, si balla, si canta, si gioca. Insomma, un parco giochi che regala speranza. Si crea una comunità felice. Si parla pure di calcio: anche qui è uno degli sport più seguiti, anche se forse il rugby la fa ancora da padrone insieme con il cricket. I più piccoli seguono il calcio europeo, ma quando gli chiedi dei loro idoli rispondono solo Messi o Ronaldo. Il calcio italiano lo conoscono poco. Però c'è un'eccezione, il piccolo Hosea che tifa Milan, e stravede per il Faraone El Shaarawy. Non sa che nel frattempo è passato per il principato di Monaco e ora gioca con la Roma. Il sole è alto, ma c'è un vento gradevole che crea un clima perfetto. Ci si siede ad ammirare le acrobazie dei più bravi, e quando riescono, tutti applaudono. La sera si rientra nel villaggio fatto di case di lamiere, ma con il sorriso stampato sul volto, e la voglia di ritornare il giorno dopo. Nonostante tutto, qui ci si può salvare, grazie al potere dello sport.

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