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Shumai vince la Padova Marathon. Doppio record nella gara femminile

Emozionante volata finale vinta dall'atleta eritreo sul keniano Maina. L'etiope Mekasha e la portoghese Costa migliorano il primato di maratona e mezza. Oltre 20 mila i partecipanti alle Stracittadine. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro: «È stata una festa, tecnica e popolare»twitta

domenica 22 aprile 2018

(Padova 22.04.18) Anche se non corre più, in un certo senso ha vinto ancora lui. Ruggero Pertile saluta l’affermazione del suo allievo Mogos Shumay, primo atleta eritreo a imporsi nella Padova Marathon (in 2 ore 12’23”). Ma la 19^ edizione dell’evento organizzato da Assindustria Sport si chiude con altri due risultati da copertina: l’etiope Waganesh Mekasha migliora il primato della gara femminile tagliando il traguardo in 2 ore 29’18” (il precedente, della keniana Florence Kepsoi, era datato 2011: 2 ore 29’25”), con l’italiana Rosalba Console terza in 2 ore 37’26”; la portoghese Sara Catarina Costa Pontes Ribeiro fa lo stesso nella mezza in un’ora 15’50” (precedente un’ora 16’09”, della keniana Jackline Atudonyang, del 2017). A completare il quadro, il successo nella mezza maschile del keniano Victor Kiplimo in un’ora 02’57”. 

Vibrante la prova maschile. Il gruppo dei favoriti passa compatto in un’ora 5’ a metà percorso, a Teolo, e poi in un’ora 33’30”al trentesimo chilometro. All’ingresso nel comune di Padova (34° chilometro) rimangono in tre: i keniani Stephen Omiso Arita, Paul Maina e Shumay. Arita è il primo a staccarsi, ma il finale è combattuto: Shumay allunga su Maina a un paio di chilometri dal traguardo, guadagnando una quarantina di metri; Maina si rifà sotto e lo affianca in Piazza dei Signori; Shumay riaccelera all’altezza della Basilica del Santo («Un’accelerazione da pistard», afferma, scherzando ma non troppo, “Rero” Pertile, che ha seguito la prova in bicicletta) e, stavolta, non viene più ripreso.

Shumay sino a questa gara aveva un personale di 2 ore e 16’, realizzato correndo da pacer a Sidney, ma completando comunque la prova. Per lui, seguito da Pertile da un paio di mesi, il miglioramento è netto: «Un consiglio che mi ha dato Ruggero? Di stare dietro, attaccato ai primi, e poi, di provare ad aumentare il ritmo nella parte finale, quando la gara sarebbe entrata nel vivo. In un certo senso questa era un test per me e credo di averlo superato bene, ora voglio continuare a dedicarmi alla maratona».

È soddisfatta anche Rosalba Console, terza in una maratona femminile etiope per il primo e il secondo gradino del podio: «È stata davvero difficile, un po’ per il caldo, un po’ perché pesava il ritiro a Milano di due settimane fa. Ho voluto stringere i denti e non buttare la preparazione svolta. Sono contenta di essere tornata a Padova dopo un bel po’ di anni perché ricordo bene la mia vittoria del 2001, era la mia prima maratona, difficile dimenticare quel giorno. Ora c’è un terzo posto importante, perché giunto in un momento difficile della mia carriera».

Nella gara paralimpica, infine, si interrompe dopo tre edizioni il dominio del britannico Justin Levene, stavolta “soltanto” secondo, dietro al fiorentino Diego Gastaldi, che guadagna punti importanti in ottica Grand Prix Fispes.

Ma all’aspetto tecnico si unisce quello popolare: 3.543 gli atleti che hanno tagliato il traguardo nelle due prove agonistiche, più di 20 mila i partecipanti alle Stracittadine. «Un vero fiume umano», sottolinea il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro. «Ma all’aspetto popolare si associa quello tecnico: credo che i due record nelle gare femminile, soprattutto considerando il caldo di questa giornata quasi estiva, meritino di essere messi in copertina. Girando lungo il percorso ho notato anche una grande partecipazione del pubblico, con una straordinaria accoglienza riservata agli atleti qui al traguardo, certo, ma anche a Rubano, Selvazzano, Teolo e Abano».

 CLASSIFICHE. Uomini: 1. Solomon Mogos Shumay (ERI) 2h12’23”, 2. Paul Maina (KEN) 2h12’35”, 3. Arita Sthephen Omiso (KEN) 2h15’49”, 4. Robert Ndiwa (KEN) 2h19’35”, 5. Luca Parisi (Acsi Campidoglio Palatino) 2h28’27”, 6. Tommaso Manfredini (Mds Panariagroup) 2h28’31”, 7. Matteo Vecchietti (Atl. Valle di Cembra) 2h35’27”, 8. Stefano Meroni (Martesana Corse) 2h36’17”, 9. Alessio Loner (Atl. Valle di Cembra) 2h36’29”, 10. Massimiliano Strappato (Atl. Amatori Osimo) 2h37’29”.

Carrozzine Olimpiche: 1. Diego Gastaldi (Sport No LImitis Firenze) 1h45’40”, 2. Justin Jaymes Levene (GBR) 2h01’38”, 3. Alessandro Cicu (Asd Sa. Spo) 2h20’52”.

Mezza maratona: 1. Victor Kiplimo (KEN) 1h02’57”, 2. Rodgers Mayo (KEN) 1h04’09”, 3. Shume Tafa Desta (ETI) 1h04’53”, 4. Sammy Kipngetich (KEN) 1h05’22”, 5. Ousman Jaiteh (GAM) 1h07’06”, 6. Anthony Ayeko (UGA) 1h07’26”, 7. Khalid Jbari (MAR/Athletic Club 96 Alperia) 1h07’51”, 8. Rok Puhar (SLO) 1h08’13”, 9. Mitja Krevs (SLO) 1h08’56”, 10. Nelson Wakana (UGA) 1h09’20”.

 

Donne: 1. Waganesh Amare Mekasha (ETI) 2h29’18”, 2. Genet Wendimagegnehu Getaneh (ETI) 2h36’36”, 3. Rosaria Console (FF.GG.) 2h37’26”, 4. Nikolina Stankovic Sustic (CRO) 2h45’18”, 5. Federica Schio (Atl. Lupatotina) 3h02’20”, 6. Rachel Elaine Burgess (GBR/Podistica Pontelungo Bologna) 3h06’39”, 7. Katia De Angelis (Collection Atletica Sambenedettese) 3h10’18”, 8. Laura Brenna (Maneraranners) 3h10’57”, 9. Katja Martinsek (SLO) 3h11’53”, 10. Giovanna Sansoni (Boomerang Runners) 3h18’09”.

Mezza maratona: 1. Sara Catarina Costa Pontes Ribeiro (POR) 1h15’50”, 2. Alice Mogire Kemunto (KEN) 1h18’04”, 3. Mary Joy Tabal (PHI) 1h18’58”, 4. Silvia Rampazzo (Tornado) 1h20’43”, 5. Sonia Lopes Conceicao (Boscaini Runners) 1h22’46”, 6. Lisa Migliorini (Runner Team 99) 1h27’25”, 7. Carla Mazza (Asd Piano ma arriviamo) 1h29’05”, 8. Giulia Tardivello (Cus Udine) 1h29’45”, 9. Sara Brombin (Tornado) 1h30’33”, 10. Giulia Bellini (Atl. Corriferrara) 1h31’15”.

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