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Campionati raffa di Roma, Bergamo la più applaudita

Campionati raffa di Roma, Bergamo la più applaudita

Il titolo di 1a categoria è andato alla Familiare Tagliuno che in finale ha battuto i maceratesi della Castelraimondo. Libertas Sant'Antonio e Primavera di Frosinone sugli altri poditwitta

giovedì 7 luglio 2016

Si parta da un concetto apparentemente banale e tuttavia incontrovertibile: già esserci stati significa aver raggiunto un grande risultato oggettivo. Se poi alle fasi finali dei Campionati italiani di società per categoria (quelli dello “Sport per tutti”) si arriva a salire sul gradino più alto del podio dopo un anno passato a superare turni di doppi incontri a eliminazione diretta, è l’apoteosi. I numeri della competizione a squadre amata dalla base del movimento delle bocce sintetiche sono ogni anno importanti, segno di passione e volontà di partecipare con spirito competitivo immutate nel tempo. A inizio campionato, in gennaio, distribuite nelle tre categorie (prima, seconda e terza), sono state oltre 920 le squadre che hanno dato vita alla manifestazione. Poi, dopo svariati, combattuti, sofferti turni di selezione e diversi mesi passati, si arriva a Roma per le fasi finali: 8 nella 1°, 8 nella 2° e 16 nella 3°. In palio il titolo tricolore che magari non sarà uguale a quello di serie, ma la fatica necessaria per conquistarlo e la soddisfazione derivante di certo sì, eccome. Tanto più che per le migliori sedici squadre di prima categoria è di fatto anche il modo per accedere proprio ai campionati più “elitari”, partendo dalla C.

Come accadrà per esempio certamente alla Familiare Tagliuno di Bergamo (foto), vincitrice del torneo conclusivo nel weekend appena trascorso. Tre incontri in due giorni, 24 set teorici da disputare per alzare braccia e pugni alla fine della competizione, fra abbracci e festeggiamenti di ogni tipo. Delle otto arrivate al Centro Tecnico Federale della capitale, quella lombarda per la sua categoria era sicuramente una delle papabili alla vittoria finale. E così è stato. Ma come sempre non si è trattato di una passeggiata, e nessuno del resto si aspettava tanto. La rosa era importante già a inizio stagione, allestita per puntare in alto dalla società e dal presidente Angelo Rovaris, che ne è stato anche l’allenatore. Massimo Bergamelli il capitano, Tiziano Leoni, Paolo Rossoni e Silvano Lorenzi i quattro elementi titolari della formazione, garanzia di rendimento e qualità di gioco. Natale Bonetti e Rosario Ravelli le riserve, ben contente di non essere state chiamate in causa visto il risultato. Ma in finale è arrivato anche il Castelraimondo, altra gran bella squadra proveniente dal prolifico bacino marchigiano di Macerata. Formazione altrettanto ambiziosa, si è piegata agli orobici soltanto all’ultima boccia dell’ultimo set. Arrivando tra l’altro da una semifinale logorante protrattasi nel tempo sino ai tiri ai pallini (i rigori delle bocce). Ci provano fino in fondo a vincere il capitano David Torresi, Franco Sampaolo (notevole martello sottomanista in tutte e due le giornate), Massimo Monachesi e Marco Traini del mister Marino Pascucci, ma quei 3 set a 1 patiti nel primo turno di gioco pesano come macigni, e alla fine fanno la differenza.

Diverso invece l’andamento nelle altre due categorie, nelle quali i team vittoriosi hanno faticato in finale assai meno. La Libertas Sant’Antonio di Salerno infatti liquida la pratica Colbordolo di Pesaro Urbino nella seconda, concludendo il match prima di disputare gli ultimi due set. Nicola Bonagura (capitano), Raffaele Vorraro, Giuseppe Miranda, Angelo Finelli, Pasquale D’Avino ed Emilio Cannavale, condotti dal tecnico Pasquale Domanico, gli autori del netto trionfo campano. Ancora meglio hanno fatto i giocatori della Primavera di Frosinone nella terza. Lo squadrone capitanato da Vincenzo Macciocchi grazie all’apporto di una forte componente giovanile, Francesco e Lorenzo De Vincenzo (cugini in questo mese sedicenni) e Marco Recchia (19), e al contributo sempre positivo di Stefano Tuzi, non ha mai dato scampo agli avversari. Due soli parziali concessi in tutti i turni preliminari disputati in casa, mai necessario l’ultimo set nei quattro incontri di sabato e domenica: questo l’incredibile cammino dell’allegra brigata guidata dal tecnico Alessandro Recchia, che ha potuto permettersi così anche il “lusso” di non far mai entrare in campo il presidente (poco giocatore ma felicissimo) Giuseppe La Posta. Ancor più degno di nota dunque il secondo posto ottenuto con queste premesse dalla Montoriese di Teramo.

CAMPIONATI ITALIANI VOLO

E' finita sul capo di Fabrizio Deregibus la corona dei solisti della massima categoria del volo. Nella friulana Ronchi dei Legionari  dove la Tre Stelle ha ospitato i campionati italiani individuali della “A” e “D” maschile, oltre a quelli femminili, il futuro cinquantenne (a novembre) ha vestito per la terza volta in carriera la maglia tricolore della specialità ( del 2006 e 2009 i precedenti ), facendo lievitare a 14 il numero complessivo di titoli nazionali.

L'epilogo della prestigiosa competizione si è tinto di rosso, il rosso Brb, stante la sfida fra i due portacolori del club campione d'Italia, Deregibus e Simone Mana. Per quest'ultimo il match non ha avuto molto da raccontare, essendosi subito incanalato sui binari di Deregibus per concludersi sul punteggio squillante di 13-1. E' stato Davide Sari della Noventa di Piave a creare qualche grattacapo al portacolori della  Brb. Unico ad averlo sconfitto nella poule, costringendolo alla partita di recupero contro Marco Viscusi del Chiesanuova (già sconfitto nel confonto d'esordio). Qualificato nella poule, ha trovato e battuto negli ottavi Stefano Migliore della Chierese, nei quarti Enrico Reusa del Veloce Club e in semifinale Flavio Ariaudo della Borgonese (11-4). Più arduo il percorso di Simone Mana che dopo l'uscita dalla poule se l'è dovuta vedere con Mauro Bunino (Ferriera), Alessandro Longo (La Perosina) e con quel Sari che ci ha provato anche con lui, ma cadendo sul risultato di 13-11.

Nella stessa categoria al femminile si è imposta Serena Traversa della Zerbion. La vichinga della Valle Susa, già protagonista negli juniores under 18 di Saint Vincent, ha piegato in finale la resistenza della socia di club Gaia Falconieri. Nelle due semifinali la feschezza atletica ha avuto il sopravvento sulla classe delle campionesse Caterina Venturini (battuta dalla Traversa) e Barbara Zurini (sconfitta dalla Falconieri), entrambe portacolori della Buttrio. L'altro titolo rosa, quello della categoria inferiore, ha premiato la ligure Nicoletta Bruzzone che per 13-12 ha respinto l'ultimo assalto di Nadia Croce (Enviese). Il quarto titolo assegnato a Ronchi, quello della “D” è andato a Federico Fasano degli Alpini Trofarello.

A Biella si sono confrontati i solisti della “B” e “C”. Il re dei cadetti è risultato Marino Artioli, ligure della Roverino. Per 13-11 ha strappato lo scettro a Federico Gasco della Forti Sani. Bronzi per Diego Schievenin (Cavarzano) e Guido Ducourtil (Nus). Sul titolo di “C” ha messo le mani Alfredo Negro dell'Albese dopo un match a senso unico (13-3) contro Ivano Antonini (Valli Ossolane).

Il primo atto dei campionati italiani giovanili riservati alla categoria under 15 in programma nella valdostana Pont St Martin con l'ospitalità della Bassa Valle, si è concluso con il successo della Borgonese che si è laureata campione di società grazie a Giada Bertolusso, Patrick Willermin, Guglielmo Guido, Mattia Falconieri. Medaglia d'argento per l'altra torinese, Carmagnola, schierante Alberto Amerio, Matteo Bardella, Luca Maccagno, Daniele Sibona, Marco Surra, Samuele Millone. Sul gradino più basso del podio si sono fermate le società Bassa Valle e Florida.

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