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Campionati europei, una cascata d'oro per gli azzurri

Campionati europei, una cascata d'oro per gli azzurri

A Crema primi con Visconti negli under 23, bis con Formicone nei seniores e senza avversari anche nel gioco a squadre. In Spagna due argenti ed un bronzotwitta

giovedì 6 ottobre 2016

CAMPIONATI EUROPEI SENIORES E UNDER 23 RAFFA

Nel suo palmares internazionale 6 campionati europei, 7 mondiali, 1 Giochi del Mediterraneo e 1 World Games, tuttavia prima della kermesse continentale conclusasi sabato scorso, al supercampione Gianluca Formicone mancava un alloro individuale. Sembra impossibile, ma è così. E allora l’abruzzese ha finalmente posto rimedio. Quasi due volte in una sola occasione. Sì, perché l’Italia nel torneo a squadre ha vinto anche grazie al suo apporto nella prova individuale oltre che da mediano e capitano della formazione, e poi ha bissato superando di nuovo il pur bravo Maurizio Dalle Fratte, elvetico, nella gara solitaria vera e propria. Intendiamoci, gli azzurri schieravano ancora una volta una formazione facilmente definibile dream team di cestistica memoria, con Mirko Savoretti bomber, Giuseppe D’Alterio puntista, Luca Viscusi jolly e per l’appunto Formicone. Poi però, pur da favoriti, bisogna sempre vincere sul campo. E a Crema, nei Campionati europei edizione 2016 della raffa, l’Italia ha fatto il suo portando a casa tutte e tre le competizioni, confermandosi sì ai vertici internazionali ma non senza sudare. Compreso il titolo under 23 conquistato dal pupillo e beniamino di casa Mattia Visconti (foto), puledro purosangue 19enne. In due occasioni su tre l’avversario è quello storico, i cugini rossocrociati, nel caso dell’under invece l’ancor più vicina e ben rappresentata San Marino con il ventenne Jacopo Frisoni.

La prima a svolgersi è la finale a squadre. La Svizzera impensierisce parecchio l’Italia nel primo turno di gioco, “rischiando” di complicarle parecchio la partita di terna. Alla fine però cede e gli azzurri prevalgono. Al rientro in campo, con individuale e coppia in contemporanea e una sola partita da vincere, non c’è più storia e il primo oro entra nelle casse nostrane. I brividi iniziali però restano, confermati proprio da capitan Formicone. Colpa della tensione per essere sempre condannati a vincere? “Forse sì, sicuramente l'Italia è condannata sempre a vincere, però il livello si è alzato e sarà sempre più dura. Poi qualche rimpallo a sfavore che purtroppo può capitare, qualche giocata non precisa, loro che giocavano molto bene specialmente il puntista e il tiratore, ci stavano mettendo in difficoltà, ma alla fine hanno mollato un po’, per nostra fortuna, e noi abbiamo approfittato”. Poi arriva la seconda prestazione aurea, quella dell’azzurrino Visconti. “Mattia è bravissimo, lo seguo da un po’ e devo dire che migliora continuamente, ha un grande potenziale, secondo me diventerà uno dei migliori. Vittoria meritatissima, anche se non era facile per lui giocare davanti al suo pubblico, perciò grande Mattia”, parola di Formicone. Nel torneo individuale senior invece, qualcuno osa insidiare il dominio del capitano azzurro: Stefano Farrugia di Malta. Non è uno sprovveduto il maltese, ha giocato e gioca in Italia, si vede, e la sua prova positiva nel girone eliminatorio coincide con una meno brillante e fortunata del nostro, che poi però in semifinale si vendica con gli interessi. Alla fine per lui sarà uno storico bronzo. Curiosità: il suo ct è l’italianissimo ex-campione Antonio Riva, che di nazionali se ne intende un bel po’. Da quel momento in poi il cammino dell’azzurro diviene inarrestabile. Il “computer” entra in un loop positivo di prestazioni e determinazione che si concluderà solo al raggiungimento della sua seconda medaglia d’oro e relativi pugni alzati.

Il calcolatore tuttavia è umano e alla fine si vede, complice la stanchezza accumulata in diversi giorni ininterrotti di gare. Pesava eccome, quell’unico trionfo mancante. “Vero unico neo della mia carriera, ma ho sempre creduto che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento, non poteva finire in quel modo. Diciamo che mi sono commosso, non ho trattenuto la lacrima, dopo più di 20 anni di nazionale non aver potuto vincere un titolo individuale a livello internazionale non mi calava, non ero in pace con me stesso. Spero di continuare a vincere in Italia per poter continuare a indossare la maglia della nazionale che per me vale molto”. Con lo zampino del ct Rodolfo Rosi e del capo delegazione Dante D’Alessandro. “A questi livelli, con certi giocatori, il lavoro del tecnico diciamo che è più a livello morale di supporto nei momenti difficili, perché siamo tutti o quasi giocatori di esperienza”.

CAMPIONATI EUROPEI ESPOIRS PETANQUE

L’Italia dei giovani della petanque ritorna a casa dalla Spagna con due medaglie d'argento ed una di bronzo. Gli under 22 azzurri sui campi di Torrelavega, a nord della Spagna, dove  si sono giocati i campionati europei espoirs, sono scesi in campo, nel torneo maschile, con Diego Rizzi, Luca Palmero, Saverio Amormino e Andrea Tesio e in quello femminile con Jessica Rattenni, Sara Dedominici, Laura Cardo e Martina Simonotto. In panchina l’esperto Gigi Bozzano e capo delegazione il consigliere federale Claudio Mamino.

Nella sfida continentale, sulle corsie del Mercado Nacional de Ganados, si sono confrontate Francia, Spagna, Svizzera, Monaco, Germania, Danimarca, Inghilterra, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Italia, Svezia, Belgio, Olanda, Polonia, Slovacchia e Turchia, 16 squadre maschili e 10 femminili per 4 titoli, due a terne e altrettanti per il tiro di precisione.

Il team azzurro maschile di terna non è partito col piede giusto e nella fase di qualificazione, con lo Swiss System, si è ritrovato ad un modesto 10° posto. Si presentava pertanto molto difficile la successiva poule con Spagna, Inghilterra e Slovacchia, difficile perché occorreva arrivare primi per evitare eventuali sorprese nei quarti. Nella prima partita abbiamo messo sotto l’Inghilterra per 13-6 e nella successiva, contro i fortissimi spagnoli supportati da un tifo caliente, l’abbiamo spuntata per 13-8. Poi ha dovuto abbassare la testa anche la squadra della Repubblica Ceca superata per 13-5. In semifinale la Francia ha dato cappotto alla Germania e l’Italia non ha sofferto più di tanto a battere la Svizzera per 13-4. Nel decisivo scontro per la medaglia d’oro tra noi e i transalpini, un match con bellissime giocate da ambo le parti, ci siamo lasciati scappare il momento magico di inginocchiare i galletti: sullo score di 11-10 per noi, abbiamo buttato al vento alcune bocce determinanti e i nostri avversari ne hanno approfittato per infilarci 3 punti e soffiarci il titolo. La Marsigliese ha suonato per Mickael Bonetto, Thibault Vaillant, David Doerr e Guillaume Magier.

Nel torneo femminile a terne, dopo le prime 4 partite, ci siamo piazzati al 4° posto con due vittorie ed altrettante sconfitte. Nella poule seguente le ragazze italiane hanno passato il turno superando agevolmente la Danimarca per 13-4 e nei quarti abbiamo ritrovato la Germania, già battuta nelle qualificazioni, con cui abbiamo prevalso per 13-5. In semifinale, contro le fortissime francesi, la corsa è finita. Dopo un’ora e 40 di gioco, sul 7 pari, le transalpine hanno innestato il turbo e preso il largo vincendo per 13-7. In finale ha alzato le mani anche la Spagna (13-4) e così Cindy Peyrot, Alison Rodriguez, Caroline Bourriaud e Audrey Bandiera sono salite sul podio più alto.

Nel tiro di precisione maschile a Diego Rizzi non è bastato restare al vertice della classifica fino alla soglia della finale. Partito con 44 nelle qualificazioni, poi 49 nei quarti e 48 in semifinale, migliore in assoluto tra tutti i cecchini, ha sbandato a 35 in finale contro lo spagnolo Manuel Romero che lo ha scavalcato con 41 punti. Ecco la sequenza nella corsa all’oro: 16/16, 18/24, 24/27, 28/33, 35/41.

E’ andata peggio nel tiro femminile dove Laura Cardo (31 punti nella qualificazione, secondo posto alle spalle della danese Donkild con 34), inanellando una serie di bocciate sfortunate, ha perso il treno per arrivare ai quarti di finale. Si è piazzata quinta in classifica. Sul podio più alto delle cecchine è salita la francese Cindy Peyrot.

“La petanque italiana può essere fiera di quanto ha fatto a Torrelavega – ha dichiarato il consigliere Mamino al suo rientro in Italia - perché tutte due le squadre hanno espresso un gioco che è stato più volte applaudito dal pubblico e le cui immagini sono state trasmesse in diretta da numerose televisioni con commenti entusiastici. Inoltre, due argenti ed un bronzo, in un contesto come quello europeo a livello giovanile, sono un bottino strepitoso”.

“La trasferta spagnola delle nostre piccole bocce – ha commentato il presidente federale Rizzoli appena informato dell’esito degli europei di petanque - è stata un grande successo poiché siamo riusciti a portare a casa, in un contesto difficilissimo di fronte a squadre agguerritissime, ben tre medaglie. Un bravo di cuore a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno lottato in maglia azzurra”.

INTERNAZIONALI VOLO E PETANQUE

E' stata la Brb a condire col tartufo, rigorosamente bianco d'Alba, l'appuntamento internazionale 6° Memorial Umberto Granaglia, grazie a Carlo Ballabene, Fabrizio Deregibus, Daniele Grosso, Daniele Olivero. La quadretta in rosso ha prevalso in un contesto di 102 formazioni, superando l'ultimo ostacolo costituito dalla Genolese di Alberto Allasia, Giuseppe Ballario, Marco Cravero, Stefano Migliore (13-3 il punteggio). In semifinale hanno trovato disco rosso Rosta con Lorenzo Brero, Davide Manolino, Denis Pautassi, Luca Scassa, e Bocce Mondovì con Carlo Lebbiati, Gianni Gastaldi, Adam Massa, Angelo Sacco, sconfitte entrambe per 13-4 rispettivamente da Brb e Genolese.

Sull'altra gara internazionale, ma della specialità petanque, ospitata dal CP Sampierdarena, ha posto il sigillo la Taggese schierante Stefano Bruno, Elio Dellepiane, Donato Goffredo. I portacolori del club ponentino hanno fermato nel match conclusivo l'Abg di Alessandro Basso, Jacopo Gardella, Paolo Lerda, con il classico risultato di 13-7. Più contrastate le semifinali che hanno visto la Taggese imporsi 13-9 al Casanova di Alfredo Damonte, Maurizio Ivaldi, Giovanni Saccu, e la terna dello Zerbino superare sul filo di lana (13-11) la formazione mista composta da Said Adname, Hassan Loukili, Smaali Abselam. Hanno aderito alla competizione 32 formazioni.

CAMPIONATO MONDIALE FEMMINILE VOLO

Da lunedì 3 ottobre le atlete azzurre Gaia Falconieri (staffetta), Veronica Piccoli (coppie), Serena Traversa (staffetta), Caterina Venturini (coppie e individuale), Virginia Venturini (progressivo), Barbara Zurini (combinato e precisione), agli ordini del commissario tecnico Piero Amerio, danno la caccia a 6 titoli iridati . E' infatti in pieno svolgimento nella marocchina Casablanca il mondiale femminile del volo in presenza di 19 nazioni.  Domani, venerdì 7, a partire dalle ore 10, tutte le finali. Si inizia con individuale e combinato, e a seguire staffetta (12), tiro di precisione (15), coppie (16), tiro progressivo (18).

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