Folla a Venezia per l'addio a Valeria Solesin

Il discorso del padre: «Ringrazio i rappresentanti delle religioni, cristiana, ebraica e musulmana presenza compiuta in questa piazza e simbolo del cammino degli uomini nel momento in cui il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con il richiamo ai valori di una religione»

VENEZIA - Si è celebrato questa mattina a Venezia, in Piazza San Marco, il funerale laico di Valeria Solesin, unica vittima italiana delle stragi terroristiche di Parigi che lo scorso 13 novembre hanno causato la morte di 130 persone. Di fronte ad una grande folla che ha voluto dare l'ultimo saluto alla ragazza destano grande impressione le parole del padre, Alberto, il quale ha voluto rivolgere un messaggio di grande speranza: «Qualcuno ci ha detto in questi giorni che la nostra famiglia ha rappresentato un esempio di compostezza e dignità quasi che noi potessimo significare un esempio per molti. Se questo è appena lontanamente vero, dico che questo era dovuto e dedicato a tutte le Valerie e Andrea che lavorano, studiano, soffrono e non si arrendono». Il papà ha poi aggiunto: «Ringrazio i rappresentanti delle religioni, cristiana, ebraica e musulmana presenza compiuta in questa piazza e simbolo del cammino degli uomini nel momento in cui il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con il richiamo ai valori di una religione».

L'ULTIMO SALUTO - In una piazza gremita e ricolma di dolore per la scomparsa di una ragazza così amata sono stati intonati gli inni nazionali italiani e francesi che hanno aperto la cerimonia alle 11. Poco prima, su una gondola, era arrivato il feretro della ventottenne, uccisa all'interno del teatro Bataclan. La madre, il fratello, il fidanzato Andrea Ravagnani, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, gli amici di Valeria e tantissime persone comuni hanno partecipato ai funerali che sulle note dell'inno alla gioia si sono conclusi verso le 12.

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