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Il basket NBA di Shanti Bhavan

Il basket NBA di Shanti Bhavan

Mentre le finali NBA calamitano l'attenzione mondiale, in India il pallone da basket rimbalza silenzioso in una sfida tra le ragazze dell'ultimo anno e le più giovani. Tutte stranamente Interiste... twitta

venerdì 9 giugno 2017

Mentre al di là dell’Oceano le finali NBA calamitano l’attenzione mondiale, c’è un angolo di mondo, in India, in cui il pallone da basket rimbalza silenzioso. La chiamano la palla a spicchi forse anche per questo, perché come fosse una rappresentazione del globo riesce a coinvolgere e tenere in equilibrio realtà tanto distanti, ma che possono convivere. Siamo nel cuore del campus di Shanti Bhavan (letteralmente “Oasi di Pace”), nell’estremo nord dello Stato del Tamil Nadu, a est di Bangalore. Qui stamattina, alle 6.30 in punto, presso la Sports Arena, un campo in cemento che si staglia sul verde della fattoria sottostante, si sono date appuntamento le ragazze della scuola. In un tripudio di maglie nerazzurre, quelle gloriose del triplete del 2010, eredità di una partnership siglata anni fa con l’Inter Campus, le ragazze dell’ultimo anno, che domenica prossima conseguiranno il diploma di maturità, hanno sfidato quelle degli altri anni, sotto l’attenta direzione di gara di uno dei tanti volontari del campus. Ai quattro angoli del rettangolo di gioco tutti gli altri studenti del campus, alcuni dei quali un po’ infreddoliti, che con la loro presenza e il loro tifo non hanno voluto far mancare il loro sostegno. In “tribuna d’onore”, insieme alla moglie, non poteva mancare anche il Dott. Abraham M. George, l’uomo che, esattamente 20 anni fa, ha voluto fortemente la scuola nell’ambito dei progetti realizzati dalla fondazione che porta il suo nome. Shanti Bhavan, che ospita ogni anno 210 bambini di età compresa tra i 4 e i 18 anni, è sorta per dare un’istruzione ai bambini provenienti dalle famiglie più povere dell’India, quelle che vivono al di sotto della soglia di povertà. L’obiettivo principale della scuola è quello di fare in modo che i suoi “figli”, una volta istruiti e professionalmente realizzati, possano aiutare le loro famiglie e la comunità di appartenenza, rompendo il circolo vizioso della povertà.

Per la cronaca, dopo quattro quarti di gioco, di 11 minuti ciascuno, tempo reale non effettivo, a spuntarla per 24-16 sono state le ragazze dei primi anni, quelle che indossavano la maglia di Julio Cesar. Hanno festeggiato come festeggiano i campioni del basket NBA, tra mille sorrisi e altrettanti abbracci, con la gioia nel cuore per aver condiviso un momento di sport o meglio di vita.

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