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Kobe Bryant, visto (e sentito) da vicino

Kobe Bryant, visto (e sentito) da vicino

Black Mamba è a Milano. Ecco cinque flash: Kobe raccontato da Kobetwitta

venerdì 22 luglio 2016

 Andrea Schiavon

Si chiama Mamba Mentality Tour ed è un giro del mondo che somiglia a certe interminabili tournée dei Rolling Stones. Dopo Manila (Filippine) e Hilversum (Olanda) Kobe Bryant è sbarcato a Milano. E queste sono cinque istantanee, dopo averlo visto (e sentito) da vicino.

Pensionato a chi?

T-shirt chiara e pantaloncini, il fisico di Kobe non è certo quello di un pensionato. E neppure le sue giornate sono all'insegna del relax. «Tempo libero? Non so cosa sia, devo sempre lavorare. Da quando ho smesso non mi sono mai fermato. Sto scrivendo un libro, realizzando un film sulla mia ultima stagione e poi ci sono i clinic con i ragazzi. Il basket giocato? Solo con gli amici e con mia figlia Gianna».

L'italiano, non solo a parole

La scioltezza di Kobe in italiano non è una novità. Parla per oltre 30 minuti e solamente in un paio di frasi ricorre all'inglese, per sottolineare i concetti che gli stanno più a cuore. E qua e là fa capolino lo spagnolo che parla con la moglie Vanessa Cornejo (di origine messicana).

«Vivere in Italia per me è stato un dono, perché questo Paese alimenta la passione e l'immaginazione. E' incredibile quanto possa influenzarti crescere circondato dalla "historia", dovunque vai». E l'influenza si vede anche nel modo di parlare: Kobe gesticola come e più di un italiano.

Il camp in provincia di Pistoia

Fearless. Senza paura: è uno dei fondamenti della Mamba Mentality. Un pilastro che ha le proprie fondamenta in un piccolo comune toscano di poco più di 1.500 abitanti.

«Ho imparato ad affrontare le mie paure da bambino. In particolare mi ricordo di un camp a Cutigliano, in provincia di Pistoia: non avevo giocato bene una partita e quella notte non ho chiuso occhio. Lì, a 10 anni, ho cominciato a guardarmi dentro senza paura».

Il nome della terza figlia

La primogenita è Natalia Diamante, nata il 19 gennaio 2003. Poi (il primo maggio 2006) è arrivata Gianna Maria Onore. E nei giorni scorsi la famiglia Bryant ha annunciato che le due ragazze avranno una terza sorellina.

«Il nome? Non lo abbiamo ancora scelto ma, visti i precedenti, sarà ancora un nome italiano».

Il legame con coach Messina

Quando rivedremo Bryant in Italia? La risposta sta (anche) in un rapporto cementato a Los Angeles.

«Ettore (Messina ndr) ha la mia stessa passione e quando ha lasciato i Lakers ero triste. Mi piacerebbe lavorare ancora con lui in Italia».   

Tags: BasketkobeBryantNba

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